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Le bugie: alzi la mano chi non ne ha mai detta una?

Le bugie fanno parte della nostra vita quotidiana, non hanno sesso né età: alzi la mano chi non ne ha mai detta una? Ci sono bugie involontarie e bugie volontarie.
Qualche anno fa la Cassazione ha stabilito che non è reato dire bugie per difendere l'amante, difendere cioè il suo onore dal pubblico dileggio.
Questa può considerarsi una legalizzazione del mentire? Direi di no, è solo un richiamo all'onore e alla privatezza della persona quando per la legge non ci sono di mezzo fatti gravi. La cosa che a noi interessa è il mentire per il gusto di farlo al di là del bisogno di scagionare. Per questo motivo osserviamo i nostri bambini e il loro rapporto col mentire.

Chi ama raccontare tante panzane lo fa spesso per realizzare un desiderio che può essere quello di, almeno nella fantasia, vivere una vita gratificante e allora racconta di essere un pilota, una modella o amico/a di un vip. Raccontare le bugie è un'arte, sono necessari alcuni requisiti: 1) avere ottima memoria per non cadere in contraddizione 2) possedere spiccate capacità per giustificare in modo credibile eventuali gaffe 3) spirito istrionico per essere creduti. Il mentire è anche un utile strumento per crearsi uno spazio privato (fantastico o reale) inaccessibile a chicchessia.

E allora vediamo che chi ama mentire è una persona che ha avuto poca libertà d'azione fin dalla più tenera età, non è riuscita ad attirare a sé le persone, per cui ha dovuto per raggiungere l'intento costruirsi una realtà parallela più interessante della propria. Ricordo un bambino che, vivendo lontano dal padre per molti mesi all'anno, dovette crearsi una vera e propria realtà immaginaria per tollerare il dolore della mancanza. Quindi raccontava di aver trascorso il fine settimana in una località di mare dove sapeva che il padre si recava per lavoro, impreziosendo il racconto con particolari del tutto inventati ma pertinenti.

Questo eccessivo uso della bugia fantastica gli procurò uno squilibrio del comportamento che intaccò i suoi rapporti con gli altri. Ciò ci insegna che la bugia fantastica aiuta entro certi limiti, ma non può e non deve sostituire la gratificazione concreta, questo vale per tutti i nostri rapporti con le cose e con le persone. Fondamentale è non mentire a se stessi, la filosofia a partire da Socrate ci ha insegnato ad eliminare le false idee della mente attraverso un interrogarsi critico alla ricerca di risposte vere.

Maria Giovanna Farina

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