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Sussiste il diritto a mantenere il cognome avuto fin dalla nascita anche in caso di disconoscimento della paternità, 28 ottobre 2013

Accolto il ricorso di un quarantenne che rivendicava il patronimico come segno di riconoscimento


L'adulto che ha ottenuto il disconoscimento della paternità ha diritto a mantenere il cognome di chi lo ha cresciuto in quanto elemento costitutivo della sua identità.

È quanto affermato dal Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 10362/2013, se da un lato ha confermato il disconoscimento di paternità del quarantenne dall'altro ha autorizzato l'uomo a mantenere il cognome del padre putativo.

Sul punto i giudici della Capitale hanno chiarito che quando la filiazione naturale nei confronti del padre sia stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, al fine di decidere se attribuire al figlio il cognome del padre, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre, il giudice deve valutare, ai sensi dell'art. 262 c.c., l'esclusivo interesse del minore, tenendo conto del fatto che è in gioco, oltre all'appartenenza del minore ad una determinata famiglia, il suo diritto all'identità personale, maturata nell'ambiente in cui egli è vissuto fino a quel momento, ossia il diritto del minore ad essere se stesso nel trascorrere del tempo e delle vicende attinenti alla sua condizione personale, e prescindendo, anche a tutela dell'eguaglianza fra i genitori, da qualsiasi meccanismo di automatica attribuzione del cognome.

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