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Il Pacs nelle coppie gay dà diritto al congedo matrimoniale e agli altri benefici previsti per le nozze

Negare i benefici riconosciuti ai colleghi dal contratto di lavoro risulta discriminatorio nei Paesi dove non è riconosciuto il matrimonio fra persone dello stesso sesso - Sentenza del 12 dicembre 2013



Il lavoratore gay che conclude con il suo partner un patto di convivenza com'è il Pacs in Francia ha diritto al congedo matrimoniale e agli altri benefici contrattuali previsti in caso di nozze: diversamente si configura una forma di discriminazione in un Paese, come ad esempio l'Italia, dove non è riconosciuto il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Lo stabilisce la Corte di giustizia europea con la sentenza nella causa C-267/12, pubblicata il 12 dicembre.

Orientamento e discriminazione
Non hanno dubbi i giudici comunitari: il contratto collettivo, che accorda congedi retribuiti e un premio stipendiale ai dipendenti che contraggono matrimonio, quando peraltro alle persone dello stesso sesso non è possibile sposarsi, crea una discriminazione diretta fondata sull'orientamento sessuale nei confronti dei lavoratori dipendenti omosessuali che stipulano un Pacs. Il fatto che il patto di convivenza non sia riservato unicamente alle coppie omosessuali non cambia la natura della discriminazione i gay che, a differenza delle coppie eterosessuali, non potevano, all'epoca, contrarre legalmente matrimonio. Il trattamento sfavorevole riservato alle coppie unite da un Pacs non è stato giustificato da nessuno dei motivi di interesse generale previsti dalla direttiva Ue, il diritto comunitario osta alla disposizione del contratto collettivo contestata.

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