• facebook

Home » Donne Oggi » Donne e politica » DIRITTO DI FAMIGLIA, LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

DIRITTO DI FAMIGLIA, LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA

Strasburgo condanna l’Italia: «È un diritto dare ai figli anche il solo cognome della madre» - La richiesta era stata negata dalla giustizia italiana. Letta: « L’Italia ha l’obbligo di adeguare le norme»

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che i genitori hanno il diritto di dare ai propri figli anche il solo cognome della madre.
Strasburgo ha così condannato l'Italia per aver negato a una coppia tale diritto.
Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, i giudici hanno riscontrato una violazione dell'articolo 14 della Convenzione in combinato disposto con l'articolo 8.
Ora indicano dunque che il nostro Paese deve adottare riforme legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.
La Corte di Strasburgo ha ragione, ha scritto su Twitter il premier Enrico Letta, dando ragione alla Corte Europea. Adeguare in Italia le norme sul cognome dei nuovi nati è un obbligo.

LA STORIA - A fare ricorso alla Corte di Strasburgo sono stati i coniugi milanesi Alessandra Cusan e Luigi Fazzo, genitori di Maddalena. La coppia fin dal 1999, quando lo Stato italiano gli impedì di registrare la figlia all'anagrafe con il cognome materno anziché quello paterno, si è battuta per vedersi riconosciuto questo diritto. Sono ovviamente entusiasta, è un'altro passo avanti verso il progresso e servirà soprattutto ai nostri figli ha detto all'Ansa Alessandra Cusan.

DISCRIMINAZIONE TRA CONIUGI - Ora i giudici della Corte di Strasburgo riconoscono la discriminazione tra coniugi e il non rispetto della vita familiare e privata compiuta dallo Stato italiano nei loro confronti. I giudici sostengono che se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l'inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell'iscrizione all'anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne. Nella sentenza i giudici sottolineano anche che la possibilità introdotta nel 2000 di aggiungere al nome paterno quello materno non è sufficiente a garantire l'eguaglianza tra i coniugi. Proprio a maggio l'associazione Equity Italia aveva lanciato la campagna Nel cognome della madre, a sostegno della scelta dei cognomi.

VITTORIA PER LE MADRI - Grande vittoria per le madri. Adesso è ora che anche in Italia si possa tranquillamente assegnare il cognome della mamma ai propri figli. Ciò che da anni è già possibile fare in numerosi Paesi, non solo europei, è espressione di modernità e di pari opportunità, anche nell'esercizio dei diritti. Così ha commentato la decisine di Strasburgo Laura Garavini del Pd. Mi auguro che l'odierna sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani ci aiuti ad approvare quanto prima la proposta di legge di cui sono prima firmataria, che introduce il diritto di potere attribuire il cognome materno ai propri bimbi, conclude.

LETTA PLAUDE A STRASBURGO - La Corte di Strasburgo ha ragione. Adeguare in Italia le norme sul cognome dei nuovi nati è un obbligo, lo ha scritto il premier Enrico Letta in un tweet in serata.

Corriere della Sera.it
08 gennaio 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiedi informazioni Stampa la pagina