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La Regione Puglia predispone Norme di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza.

di Luciano Anelli

L'Assessorato al Welfare della Regione Puglia , di concerto e con la fattiva collaborazione della Consigliera Regionale di Parità, ha deciso di varare una proposta di legge che possa meglio supportare e garantire livelli omogenei e continuativi di accoglienza e prevenzione in tutta la Regione a favore delle donne perseguitate da atti di violenza di genere .
Dopo aver incrementato notevolmente il numero di asili nido convenzionati, facendone aprire su tutto il territorio 240, e aver programmato, raggiungendo lo scopo, l'apertura di almeno 2 centri di accoglienza (CAV) per ogni provincia pugliese e di almeno una Casa rifugio per provincia, ora ha intenzione di regolarizzare, dando maggior forza e contenuto giuridico, le azioni volte alla prevenzione, con formazione, di ogni organismo atto ad accogliere e supportare donne e minori soggetti a violenza di genere, e di dotare di strumenti anche economici adeguati ai CAV e case di accoglienza.
Come ormai prassi di tale Assessorato, è stata elaborata una bozza di disegno di Legge (DdL) all'uopo che viene discusso in varie riunioni con i rappresentanti dei vari CAV, poi delle Associazioni che si occupano sul territorio dell'argomento, con un percorso itinerante che si concluderà il 21 di gennaio, per poi recepire entro la fine del mese ogni ulteriore suggerimento e necessità per rendere operativa al massimo la proposta e di conoscenza e condivisione preventiva da parte degli operatori pubblici e privati del settore, per poi andare in discussione negli organi di governo della regione e farla approvare e dotare la regione di un ulteriore strumento normativo efficace per cercare di limitare al massimo il fenomeno del femminicidio e dare il miglior supporto alle donne e minori soggetti di violenza di genere.
La proposta del DdL è stata denominata "Norme in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza".
Così, con la sua approvazione la Regione Puglia riconosce che la violenza di genere contro le donne e i minori costituisce violazione dei diritti umani fondamentali dell'integrità fisica e psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità; che gli effetti della violenza di genere sulle donne e sui minori di natura fisica, sessuale, psicologica, economica e di privazione della libertà personale costituiscono un ostacolo al godimento del diritto ad una cittadinanza sicura, libera e giusta.
In conformità a quanto previsto dall'art.3 della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, la Regione Puglia stabilisce, così, che "la violenza contro le donne" è la violenza dei diritti umani e una forma di discriminazione nei confronti delle donne e si intendono tutti gli atti di violazione di genere che determinano o sono suscettibili di provocare danno fisico, sessuale, psicologico o economico o una sofferenza alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica o privata;
La Regione Puglia, nell'ambito delle attività di programmazione regionale di cui all'articolo 25 della legge regionale 19/2006 (promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari) individua così, come finalità della legge, fra gli obiettivi di benessere sociale da perseguire, il contrasto e la prevenzione della violenza di genere e le misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza di cui tiene conto, altresì, nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza.
Con questa legge la Regione si propone di assicurare alle donne che subiscono atti di violenza, ivi compresa la minaccia di tali atti, il diritto ad un sostegno per consentire loro di recuperare e rafforzare la propria autonomia, materiale e psicologica, la propria integrità fisica e dignità nel rispetto della personale riservatezza; di tutelare le donne, sole o con minori, indipendentemente dal loro stato civile o dalla loro cittadinanza, che vivono in situazioni di disagio o difficoltà, che subiscono violenza o minaccia di violenza, in tutte le sue forme, fuori o dentro la famiglia; di promuovere interventi di prevenzione della violenza di genere, di diffusione della cultura della legalità e del rispetto dei diritti, anche con il coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche; di promuovere e sostenere le attività dei Centri Antiviolenza; di favorire l'emersione del fenomeno della violenza di genere in tutte le sue forme.
L'incontro tenutosi nella nuova sede della Regione puglia, ha visto una vasta partecipazione di rappresentanti di centri di accoglienza del territorio barese, rappresentanti di associazioni che si occupano del tema in argomento , organismi istituzionali relativi allo stato e vita delle Donne (Consulta Regionale, Comitato P.O. dell'ordine degli avvocati, organismi di Confesercenti, ecc.) e rappresentanti di alcuni Comuni, come quelli di Bari.
La dirigente regionale, Francesca Zampano, ha illustrato i contenuti della proposta di legge, dal pubblico sono intervenuti suggerimenti e proposte, poi è intervenuta la Consigliera regionale di Parità , serenella Molendini, che ha anche illustrato le decisioni prese in una recentissima riunione a Roma della Rete delle Consigliere di Parità alla presenza del ministro del lavoro Giovannini e della vice Ministra Guerra ed ha concluso l'incontro con deduzioni, accoglimento di suggerimenti, maggiori approfondimenti e indicazioni, l'Assessora al Welfare della Regione, Elena Gentile.

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