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Non basta qualche episodio di violenza contro moglie e figlio a far scattare la custodia cautelare per maltrattamenti in famiglia

La mancanza di continuità della condotta vessatoria non fa rientrare la fattispecie nel contesto unitario del delitto previsto dall'articolo 572 Cp - Sentenza del 20 gennaio 2014


Non sono sufficienti solo tre episodi di violenza in un arco temporale di tre anni contro moglie e figlio per far scattare la misura cautelare in carcere nei riguardi del marito violento: la mancanza di continuità della condotta vessatoria non fa rientrare il reato nel contesto unitario dei delitti contro la famiglia art. 572 Cp.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 2326 del 20 gennaio 2014, ha accolto il ricorso di un 51enne contro il giudizio di colpevolezza del Tribunale di Roma che ha disposto la misura dell'allontanamento dalla casa familiare accollando a suo carico gravi indizi di colpevolezza circa il reato di maltrattamenti in famiglia in danno della moglie e del figlio e la sussistenza del pericolo di reiterazione di reati simili.

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