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Verso gli Stati Generali delle Donne di Bari - 8 marzo 2014


Intendiamo invitare tutte le donne della città di Bari a fare parte degli Stati generali. E i partiti, i candidati sindaci a seguirne il processo utile per la selezione della nuova classe dirigente cittadina.

Chi siamo- Non nasciamo oggi, abbiamo già intrapreso moltissime battaglie di genere. L'ultima ha trovato il consenso di 33mila firme per la proposta di legge di modifica alla legge regionale pugliese sulla presenza del 50% di donne nelle liste elettorali e l'introduzione della doppia preferenza.

Che cosa chiediamo- Riteniamo che la nuova legge elettorale ( per la prima volta ci sarà la doppia preferenza di genere alle amministrative) contenga rischi : cioè che le donne, per la poca dimestichezza con il meccanismo di calcolo dei voti, vengano ancora una volta escluse. Consensi fra candidati, pacchetti-voto consolidati, donne già presenti in politica: è evidente che ogni meccanismo di rinnovamento andrebbe bruciato. Presenza di donne in lista per meri calcoli di potere o come riempitivo: è chiaro che le presenze femminili, come già visto in Parlamento, sarebbero solo di bandiera.

Che cosa ci proponiamo di fare- Nuovi meccanismi di scelta nella selezione della classe dirigente. Nuovi linguaggi politici. Per la prima volta - attraverso gli Stati generali- donne sceglieranno altre donne da segnalare ai partiti (che si affiancheranno a quelle già presenti). Le donne scelte dalle donne non si presentano ai partiti a mani nude ma conteranno sui voti di chi le ha scelte. Cominceremo con la selezione per le elezioni Amministrative, proseguiremo con le Regionali e le Politiche.

Quando e dove- Gli Stati generali delle donne si terranno (tre giorni) ad aprile: tavoli di lavoro, proposte, progetti aperti alle donne della città. Vorremmo utilizzare gli spazi dell'Officina degli esordi e la Caserma Rossani. Un segnale, un simbolo, di una nuova classe dirigente di donne che ricostruisce dalle macerie.
I contenuti- Gli Stati generali delle donne non promuovono solo una nuova classe dirigente ma un'integrazione ai programmi dei sindaci su tematiche di genere: si tracceranno i profili della nuova Città delle donne dopo aver interpellato le cittadine nei vari quartieri. Esiste, infatti, una progettazione urbanistica di genere delle città: la illustreremo in un prossimo incontro. Le nostre saranno selezioni trasparenti: non è un'operazione di potere. Non siamo un movimento politico e non promuoviamo noi stesse. Siamo tante, vorremmo essere un forte gruppo di pressione. Sta ai partiti comprenderne opportunità e urgenza scongiurando ulteriori defezioni alle urne. Ricordiamo che, mentre i consiglieri alla Regione Puglia bocciavano la legge 50150, i parlamentari iscritti ai medesimi partiti approvavano la legge sulla doppia preferenza per le elezioni comunali. Perché votare donna- Perché le donne dovrebbero votare donna? Basta l'appartenenza di genere per pretendere il voto delle donne? Forse ci vorrà tempo, ma siamo convinte che anche tanti uomini voteranno donna. Le donne, di fatto, hanno una prospettiva diversa, un approccio diverso, una visione di "genere" direbbe chi sa. Un grande architetto, Renzo Piano, ha di recente messo l'accento sulla necessità di "rammendare" i quartieri, "prendersi cura" delle città. Dunque, chi, se non le donne hanno connaturato I' I Care delle migliori politiche, I' avere a cuore i cittadini e le città , il rammendo ( non ci riferiamo certo all'arte del ricamo)? Abbiamo bisogno di uno sguardo "altro" rivolto alla città e ai cittadini:quello delle donne. Vogliamo una presenza massiccia di donne in Consiglio Comunale per poter finalmente incidere sull'indirizzo politico di governo. Ai partiti, ai candidati sindaci, ai movimenti e alle liste chiediamo una interlocuzione. Ai cittadini di avere fiducia in noi. Con la presenza delle donne può cominciare davvero un mondo nuovo.

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