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CORTE GIUSTIZIA UE. Italia bacchettata: discriminatorio escludere la lavoratrice in maternità dal corso di formazione

l giudice nazionale deve disapplicare norme che non garantiscono eguale trattamento fra colleghi: ha perso un’opportunità di crescita professionale la dipendente della Giustizia in congedo obbligatorio - Sentenza del 6 marzo 2014

Lussemburgo condanna Roma.

È discriminatoria l'esclusione automatica della lavoratrice in maternità dal corso di formazione: la signora infatti, perde un'occasione di crescita professionale a differenza degli altri colleghi, specie uomini, che non si trovano in congedo obbligatorio. Il giudice nazionale incaricato di applicare le norme Ue in tema di parità di genere ha l'obbligo di garantirne la piena efficacia disapplicando all'occorrenza, di propria iniziativa, qualsiasi disposizione nazionale contraria. È quanto emerge dalla sentenza C-595/12, pubblicata il 6 marzo dalla prima sezione della Corte di giustizia europea.

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