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La donna che rinuncia alla carriera per accudire la famiglia non ha necessariamente diritto all'assegno

Il giudice è tenuto a prendere in considerazione le disponibilità economiche dei coniugi e il tenore di vita durante il matrimonio - Ordinanza del 27 maggio

Principio analogo espresso da altre sentenze Consulta massima e sentenza relative all'articolo La donna che rinuncia alla carriera per accudire la famiglia non ha necessariamente diritto all'assegno divorzile.Il giudice è infatti tenuto a prendere in considerazione le disponibilità economiche dei coniugi e il tenore di vita durante il matrimonio.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza 11797 del 27 maggio 2014, ha accolto il ricorso di un ex marito contro la decisione della Corte d'appello di Milano che lo ha condannato al pagamento mensile di un assegno di 1.100 euro in favore della moglie, di 500 euro in favore del figlio (più le spese mediche e sportive e metà di quelle universitarie) e della figlia fino al conseguimento della specializzazione.

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