• facebook

Home » Attualità » Interviste » Maria Giovanna Farina filosofa e Mariella Nava, musicista - "Musica e parole possono rendere migliore la nostra vita"
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Maria Giovanna Farina filosofa e Mariella Nava, musicista - "Musica e parole possono rendere migliore la nostra vita"

inervistate da Marta Ajò, direttrice del Portale DonneIeriOggieDomani.it

Maria Giovanna Farina, filosofa, consulente filosofico e analista della comunicazione, autrice di librie creatrice della rivista filosofica on-line 'L'accento di Socrate', blogger di successo. A lei di debbono alcune fra le più apprezzate video-interviste di alcuni fra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo.
Nel suo ultimo libro "Da zero alle stelle", pubblicato da Eden Editori, evidenzia come musica e parole possano rendere migliore la nostra vita. Il suo punto di vista, inevitabilmente filosofico ma con una scrittura alla portata di tutti i lettori, dove non mancano emozione ed ironia, racconta di come alcuni importanti incontri le hanno cambiato la percezione musicale. Nel proprio percorso verso la musica infatti, la filosofa ricerca il significato della passione per i suoi cantanti preferiti e si sofferma su quattro intermezzi filosofici fondamentali per la nostra vita: amicizia, amore, morte e tradimento.
Quattro musicisti, quattro intermezzi, quattro momenti dell'esistenza. Uno di questi musicisti è Mariella Nava che tra l'altro ha da poco creato una nuova etichetta discografica "Suoni D'Italia". L'incontro con la Nava, compositrice, interprete sensibile, autrice raffinata tra le più stimate del panorama musicale leggero italiano ma che ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche all'estero, è particolarmente ricco di spunti di riflessione. Due donne solo apparentemente lontane, il cui incontro dimostra quanto sia possibile avvicinare mondi apparentemente differenti se esistono valori di rispetto e cultura assimilabili.

Farina

Maria Giovanna, lei afferma che dietro le parole di una composizione ci sia una ricerca "tipica del procedimento filosofico". Lo riscontra anche nel lavoro di Mariella Nava e se sì come si rende manifesto in una musica che deve raggiungere un pubblico trasversale?

Qualche anno fa intervistai per la prima volta Mariella, lì mi accorsi che le sue riflessioni sui temi dell'esistenza erano filosofiche. Il tempo ha confermato la mia impressione. La Nava sa offrire pensieri accompagnati dalla musica che entrano direttamente nell'anima, che sanno farti meditare perché lei stessa si è interrogata e ciò che offre al pubblico non è una superficiale serie di racconti, bensì un luogo di riflessione e confronto. Il primo passo per diventare filosofi è interrogarsi alla ricerca di risposte sempre migliori, Mariella percorre da sempre questo sentiero.

Nava

Erroneamente , ma spesso, nell'immaginario collettivo si pensa che un cantautore punti più al successo commerciale di un brano piuttosto che a quello artistico. La divisione schematica nella musica leggera in canzonette o brani d'autore, Quale è la sua opinione?

Una canzone è una sintesi di emozioni di sensazioni. Possono riuscire a darle canzoni scritte nello stile più da cantastorie o cantautore che si voglia dire nel termine più attuale, quanto in quelle più di larga diffusione e quindi con strutture musicali più funzionali o commerciali. Quello che conta è l'onestà di intenti e la buona dose di genuinità nello scriverle, nel concepirle, la genialità e la ricerca di originalità che fughi ogni pericolo di banalità e di ovvietà... Tutto il resto è un po' un chiacchierare intorno alla materia musicale, il doverlo per forza rinchiudere in definizioni da parte di una critica di cui spesso la storia e il pubblico non sembra preoccuparsi.

Nava

Lei afferma che il progetto di un brano musicale e il frutto finale che ne scaturirà, possono crescere in solitudine o in condivisione. Più in generale queste due condizioni valgono per tutto e tutti. Forse per la musica c'è qualche motivo in più? Raccoglimento o elaborazione condivisa? Prevale l'attitudine e la sensibilità personale sul confronto o la ricerca dell'effetto?

Anche insieme, a quattro o a più mani, io credo che la creatività, il momento della genesi di qualcosa, debba sempre esprimersi ed avvenire in un atto individuale e successivamente confrontarsi per poi essere affrontato insieme per trasformare in condivisione e collaborazione la stessa sostanza nata. La forma nuova che prenderà la canzone apparterrà al gusto di tutti i partecipanti alla composizione e ne rappresenterà l'unione degli stili che si sono incontrati.

Farina

Lei affronta due temi della personalità che attribuisce a Mariella Nava: la femminilità e la libertà. Quale è la sua idea di femminilità? Ancora oggi ci vengono proposti stereotipi che dovrebbero essere stati superati dalle lotte per la parità e la libertà delle donne, ma che al contrario vengono riproposti dalla società e dalla cultura come modelli di finta emancipazione. Mi pare di capire, dalle sue parole, che Mariella Nava sia esattamente l'opposto di questi stereotipi. Come la definirebbe?

Il mio ideale di femminilità è quello di una donna che vive la propria esperienza in questo mondo alla pari con l'uomo. Una donna libera dagli stereotipi dell'eterna giovinezza prima di tutto. Facile dirlo, meno da realizzare. Come sostiene la Nava le donne non devono perdere la loro componente caratteristica, quella della pazienza, dell'accudimento, della riflessione. Il femminismo ci è servito, ma ora dobbiamo andare oltre per renderci conto che ci sono uomini di grande sensibilità con i quali intraprendere un dialogo produttivo. Come dimostro nel libro, Mariella è un modello di femminile a cui attingere: è una donna libera e che lotta contro le ingiustizie con una certa grinta ma senza scordare le caratteristiche tipiche della dolcezza e dell'eleganza femminili. Per questa ragione la definisco un modello per le giovani generazioni.

Nava

Essere artista-donna non le ha mai richiesto di rinunciare al suo aspetto e alla sua libertà? Non è stata condizionata dal rapporto essere-apparire?

Mai.... E ribadisco mai! Sono stata esagerata, direi inamovibile su questo punto, credendo fermamente che potesse esistere anche in Italia un modello di donna musicista, autrice e interprete più di coraggio, con argomenti e di immagine nuova, insolita, come già succedeva per tante donne della scena internazionale, meno aderente al carattere tradizionale di "cantante" cui si era abituati qui, sia nella forma che nel vestito. Ho fatto un duro lavoro su questo anche se sarebbe difficile spiegarlo.

Nava

Lei parla del rapporto terapeutico della scrittura musicale ed alfabetica che è insito nell'autore. Come è possibile trasmettere questo stato di benessere privilegiato ad un lettore-ascoltare?

Bisogna tornare ad usare tanti sensi non solo gli occhi ....Potremmo ritrovare frequenze che non sappiamo più decodificare. Gli autori fanno su se stessi questo esercizio curativo, liberatorio, appagante. Cercano un rifugio, una sera, un pensiero, un attimo, un prodigio. Respirano un tramonto per unirsi all'immenso miracolo della creazione e alla natura che ne è il derivato stesso. La natura si offre agli autori con questa generosità. Muove la meraviglia di chi la osserva e la descrive in ogni suo filo, ogni sua logica, ogni imprevedibile equilibrio. Si lascia ascoltare per capire dai suoi stessi suoni cosa sta per accadere. Gli animali posizionano tutto il loro corpo e direzionano le orecchie per sentire, capire e mettersi in allerta. Noi invece ormai distanti restiamo spiazzati da un temporale. La musica soffre perché stiamo insordendoci di anima e di orecchie. Viviamo nel tempo dell'immagine non certo del suono e questo è un dramma lento che ci spegne. Dunque sarebbe questo il primo passo perché tutto, e dico tutto, nella vita è sentire... Come l'amore per esempio... In amore ci si sceglie sentendosi e così in amicizia e altro ancora. Avremmo ancora questo giusto istinto. La musica esalta queste onde. Ci aiuterebbe a ritrovarci. Dovremmo tornare a godere di questo. Saper distinguere, riconoscere la buona musica è il compito che consiglio. Impararla, selezionarla, frequentarla per apprezzarla a fondo.

Farina

Lei afferma che la scrittura in quanto tale è femmina anche se è di un uomo "un simbolo di un femminile produttivo e creativo". Forse perché ogni parola può essere paragonata ai giorni della gestazione e il prodotto finale ad un parto?

Questa interpretazione è davvero appropriata! C'è la gestazione e il parto grazie al femminile che sa mettere al mondo. Il femminile interiore è creatività, produttività, sensibilità, doti queste presenti, per fortuna, anche in tanti uomini. Il parto è simbolico e ciò che viene alla luce è la scrittura, mezzo tipicamente umano per esprimere emozioni, sentimenti, paure incertezze ma anche gioia, amore amicizia...

Nava

Purtroppo a volte il successo è effimero e si è costretti a "vendersi" per continuare ad assaporarne il gusto. Lei è un'artista internazionale il cui stile non ha attraversato momenti di ombra ma costante consenso. Un fatto di "nicchia" o perché la coerenza paga?

Semplicemente perché il pubblico sa capire più di quanto non si possa immaginare e prevedere. Gli addetti ai lavori spesso si fanno condizionare o portare lontano da cose evidenti perché si perdono in ragionamenti complicati. La gente invece non è così sovrastrutturata, è più semplice, libera di scegliere e tale resta al di là di ogni imposta decisione, al di là di ogni battimento mediatico. Per forza, diceva la mia mamma, non viene neanche l'aceto! Chi è vero, coerente, vale ed ha grande talento non può passare inosservato al pubblico che sa amare incondizionatamente.

Farina

Lei ha sottolineato come nel lavoro di Mariella Nava non manchi uno sguardo attento e riflessivo sulle differenze; nello specifico l'omosessualità femminile che resta un tabù molto più solido di quello maschile. Un ulteriore ed insolita discriminazione tra generi?

L'omosessualità femminile viene rimossa o raccontata come un momento stereotipato di eccitazione maschile nell'osservare due donne che amoreggiano. Direi che l'omosessualità femminile, come la maschile, è una caratteristica, un modo per esprimere la sessualità: esistono gli omo e gli eterosessuali. Questo la Nava nel suo noto brano La differenza lo mette in risalto con una frase che non necessita di ulteriori commenti: Dov'è la differenza, Sta forse nei particolari, Ma l'anima non li ha che uguali...Il filosofare di Mariella sa mostrarsi in pensieri. Di questa portata!

Nava

La musica è uno strumento molto forte per raccontarsi e raccontare. I temi delle differenze. Tutte e solo quelle legate alla difesa dei sentimenti? Sente questa responsabilità?

No. Nessuna responsabilità. È una scelta leggera e consapevole. Sento di stare bene se unisco la mia grande passione, cioè la musica, a grandi temi che mi stanno a cuore. È un patto con me stessa quello di sentirmi utile e vicina a qualcuno con quello che credo di saper fare di più. Prima di tutto per un fatto mio etico per una mia attitudine naturale e poi per avere modo di misurarmi, di essere migliore. Spero solo di riuscire a farlo.

Farina

Nell'arte di Mariella Nava, secondo lei sono presenti vari aspetti utili a "svegliare le donne da pericolose illusioni e delusioni" e che nelle sue rappresentazioni spicca un "messaggio benefico rivolto alle donne: non
farsi condizionare, sottomettere, inibire, tradire e, per quanto possibile, deludere". Sembra un messaggio davvero importante anche rispetto al terribile fenomeno del femminicidio che colpisce purtroppo le donne nel nostro paese. Non crede che sia molto importante che un'artista usi la propria popolarità per farlo? Non è anche così che si cambia la mentalità e la cultura di un popolo?

Certamente è molto nobile che un'artista si spenda per queste tematiche, i cantanti sono molto amati e seguiti soprattutto dai giovani e un loro messaggio può diventare determinante per l'educazione di una generazione. Per ovvi motivi anagrafici, abbiamo solo due anni di differenza, ho incontrato la Nava negli anni '90, quindi i suoi messaggi mi sono giunti in età non più tenera...mentre il cantante che mi ha stimolato la riflessione durante l'adolescenza è Renato Zero che nel libro occupa un luogo materno-didattico, mi sono giunti da lui messaggi come non arrenderti, non drogarti, sii te stesso, ascolta la musica con interesse...questa non è formazione culturale? Se si riceve un'educazione volta al rispetto dell'altro si può crescere e diventare uomini nel senso più nobile del termine.

Chiedi informazioni Stampa la pagina