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Algeria, la violenza contro le donne entra nel codice penale

Soddisfatte le associazioni che si occupano di difendere i diritti: "Lo stato testimonia oggi una reale volontà politica nel rinforzare la lotta contro l’impunità". Ora serve una legge-quadro che ponga al centro dell’attenzione le vittime, di élène D’Angelo da Redattore Sociale

L'Algeria introduce per la prima volta la nozione di violenza contro le donne, e in particolare quella di violenza coniugale nella sua legislazione. Si dicono molto soddisfatte le associazioni che si occupano di difendere i diritti delle donne, tra cui l'Ovif (Observatoire des violences faites aux femmes) e le associazioni Avife, Fard et Rachda. Che la violenza contro le donne e quella coniugale in particolare, entri formalmente a far parte del codice penale algerino è un notevole passo in avanti per combattere le "violenze fisiche, gli omicidi volontari e le violenze sessuali (stupri, molestie e incesto)".

E dichiarano a Liberté Algérie "lo Stato algerino testimonia oggi una reale volontà politica nel rinforzare la lotta contro l'impunità di chi commette queste violenze, e lo fa attraverso l'adozione di una legislazione esaustiva, più calibrata sulla realtà, cercando contemporaneamente di prevenire le diverse forme di violenza, intervenendo quando questi si verificano e sanzionando i colpevoli".

Le modifiche al codice penale rappresentano inoltre "un segnale forte e chiaro, atteso da tempo anche dalle vittime, che vedono il loro status riconosciuto ufficialmente dalle autorità oltre che dalle associazioni che le sostengono". Ma le Ong si dicono ora pronte a continuare il lavoro intrapreso per arrivare "all'adozione di una legge-quadro, che oltre a penalizzare gli atti di violenza, ponga al centro dell'attenzione le vittime stesse" per ottenere una migliore presa in carico delle donne che hanno subito violenza.

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