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Comitati Unici di Garanzia: strumenti logori o tuttora efficaci?

Una riflessione aperta in vista di un seminario sugli organismi di parità, le loro esperienze e il loro futuro che si terrà a settembre

Una volta si chiamavano CPO, Comitati per le Pari Opportunità.

Istituiti sulla base dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro presso ogni amministrazione per raccogliere dati, formulare proposte, promuovere iniziative per la diffusione della cultura di pari opportunità all'interno delle strutture. Non solo forma, ma sostanza. Per fare un esempio basterebbe citare il lavoro di molti CPO delle Università che per anni hanno colmato il vuoto delle programmazioni didattiche negli atenei circa gli studi di genere.

La legge 183 del 4 novembre 2010 ha sostituito i comitati per le pari opportunità con i CUG - Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. I CUG sono composti da membri designati dalle organizzazioni sindacali e dall'amministrazione, con presenza paritaria di uomini e donne e assume ruoli di consulenza, proposta e verifica ai fini del rispetto delle pari opportunità e della tutela dalla violenza.


Per riflettere sul ruolo attuale di questi organismi e delle varie figure dedicate alla promozione delle pari opportunità, le donne dell'Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, (che raccoglie più di 50 associazioni e gruppi di donne impegnate nelle istituzioni, nelle associazioni femminili, nei partiti, nei sindacati, nella società civile, e che si prefigge di realizzare la partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni e nelle assemblee elettive di tutti i livelli, esercitando un'azione di pressione al fine di ottenere l'introduzione nella legislazione di norme di garanzia per una rappresentanza di genere paritaria) hanno organizzato una tavola rotonda a Roma (16 luglio 2014) in una prestigiosa sala della Banca d'Itlia. L'incontro, indetto con il patrocinio della FIBA CISL Banca d'Italia, è stato presieduto da Marisa Rosano, partigiana e già vice-presidente della Camera dei Deputati, e aveva l'obiettivo di discutere del presente e del futuro delle politiche di pari opportunità in Italia.


Noidonne ha seguito l'incontro, che è stato ricco di spunti e di interventi di donne che lavorano a vari livelli per la promozione del ruolo delle donne nella società. Daniela Carlà, tra le promotrici dell'accordo, ha sottolineato come "sia necessario ripensare alle conquiste ottenute, ma che ci sia ancora da lavorare per una democrazia paritaria e viva", e Sabrina Cicin, della commissione FIBA CISL di Banca d'Italia che ha ospitato l'evento, ha aggiunto: "In Banca d'Italia abbiamo lavorato molto sul tema della worklife balance e come FIBA CISL siamo tra le fautrici delle modifiche dell'orario di lavoro che ha migliorato in maniera sensibile la qualità di vita dei e delle dipendenti. Crediamo nella possibilità di essere felici come lavoratori, e incontri come quello di oggi pomeriggio sono fondamentali per lo scambio attivo di buone prassi all'interno di aziende per andare tutte e tutti verso un'unica direzione."


L'incontro è stato un appuntamento preliminare all'organizzazione di un successivo appuntamento nazionale che avrà luogo nel prossimo mese di settembre.

VIDEO intervista a Daniela Carlà

NOI DONNE

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