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Il tutore non può sostituirsi a un genitore nel dare il consenso al riconoscimento del minore chiesto dall'altro

Necessario evitare la confusione delle funzioni nella rappresentanza processuale. Le modifiche introdotte dalla riforma del diritto di famiglia si applicano a nati e concepiti prima della legge 219/12 - Sentenza del 30 luglio 2014

Non può essere il tutore del minore a esprimere il consenso o il dissenso al secondo riconoscimento del figlio mentre il genitore che ha riconosciuto per primo il bambino è sospeso dalla potestà genitoriale.

Ne consegue che è legittima la declaratoria di inammissibilità dell'azione proposta per il secondo riconoscimento da parte della madre pronunciata perché non risulta agli atti l'opposizione del padre: quest'ultimo ha già riconosciuto il minore ma risulta sospeso dalla potestà dopo che si è scoperta la mancata compatibilità biologica.

Il motivo? Bisogna evitare l'ibridazione delle funzioni nella rappresentanza processuale. Ancora: le modifiche introdotte dalla riforma del diritto di famiglia in tema di riconoscimento dei minori si applicano ai figli nati e concepiti prima della legge 219/12. È quanto emerge dalla sentenza 17277/14, pubblicata il 30 luglio dalla prima sezione civile della Cassazione.

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