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L'Information Technology non è (ancora) 'cosa da donne'

Il comparto IT non è 'amico' delle donne. E neppure di ispanici e neri. Il progetto "Made with code" supporta giovani e donne ad entrare nel mondo della tecnologia, di Zenab Ataalla

Se pensavamo che la realtà in fatto di parità di genere fosse diversa nell'Eldorado della tecnologia della Silicon Valley, ma ci sbagliavamo.
E di tanto. Facebook, Google, Linkedin, Yahoo! Twitter, considerati da molti i migliori posti dove lavorare, non solo sono accusati di maschilismo in una battaglia che vede la predominanza numerica degli uomini sulle donne, ma di maschilismo con un cattivo retrogusto dal momento che è maggiore la presenza dei bianchi. A dirlo chiaramente sono due articoli pubblicati da Le Monde sul suo sito ed intitolati "Facebook, Google, Yahoo!, et Linkedin en mal de diversité hommes-femmes" e" Les entreprises du Web restent dominées par les hommes blancs".

Ad un primo sguardo, i dati forniti dalle multinazionali con base nella Silicon Valley, zona a sud della Baia di San Francisco, Stati Uniti occidentali, mostrano come le donne rappresentano una percentuale piuttosto bassa non solo per quello che riguarda i ruoli tecnici, ma anche per le posizioni dirigenziali all'interno di ciascuna azienda. Ad esempio dando un'occhiata ai data demographic di Facebook pubblicati il 25 giugno 2014, si vede chiaramente come a fronte del totale degli impiegati nell'azienda fondata nel 2004 da Mark Zuckerberg, il 69% è rappresentato da uomini e solo 31% da donne.
Confrontando poi i dati sulla base dell'etnicità dei lavoratori sul suolo degli USA salta agli occhi un altro dato su cui riflettere: il 57% dei lavoratori è bianco, il 34% asiatico, il 4% ispanico e solo il 2% nero. E non si può dire che Yahoo!, Linkedin e Google facciano meglio. Anche qui gli impiegati uomini superano di gran lunga le donne in una percentuale che si aggira intorno al 60% per i primi ed intorno al 30% per le seconde. Non rincuorano poi i dati riguardanti a che punto sono le donne nel ricoprire posizioni dirigenziali all'interno delle multinazionali dell' IT. Anche a livello di carriera sono sempre gli uomini a detenere il primato delle posizioni centrali rispetto alle donne che in dati percentuali possiamo tradurre nel 70% per i primi contro un poco più del 20% per le seconde.

Nonostante questo panorama, che ha ben poco di rassicurante, bisogna dire a loro discolpa che ognuna di queste imprese sta cercando di ricorrere ai ripari impegnandosi in iniziative e progetti che mirano ad aiutare le donne e le altre categorie ad inserirsi con eguali diritti e opportunità nel comparto specifico. Così ad esempio Facebook ha stretto una collaborazione con l' Istituto Anita Borg ed il Centro Nazionale per le Donne e l'Informazione Tecnologica per supportare le carriere delle laureande e laureate in materie tecniche, scientifiche ed informatiche. A questo si aggiunge la collaborazione con Google, quest'ultimo infatti ha dato avvio al progetto "Made with code" che ha come obiettivo quello di aiutare i giovani e le ragazze ad entrare nel mondo della tecnologia. Proprio a questo riguardo Google investirà ben 50 milioni di dollari nei prossimi tre anni nel progetto che, come riferisce la vice presidente Megan Smith (nella foto) mira ad incoraggiare le ragazze a studiare informatica e tutto quello che riguarda il mondo dell'Informatic Code.
Ed è forse proprio Megan Smith a poter rappresentare un punto di riferimento per tutte quelle studentesse che pensano che il mondo dell'IT sia loro precluso. Ingegnera meccanico, classe 1964, Smith ha fatto la gavetta e la sua carriera è costellata di grandi soddisfazioni. Inizia a lavorare per la Apple e nel 2003 approda a Google come responsabile del settore del Business Development, dove gestisce con il suo team importanti acquisizioni come Google Maps e Google Earth. Ed è sempre lei che agli albori dei primi Android firma gli accordi con i produttori di cellulari e gli operatori. "Made with code", dice Megan Smith, offrirà progetti e risorse e comunità in cui discutere tutto per ottenere un aumento delle donne ai posti di guida delle imprese del settore tecnologico. Ecco allora la necessità di incoraggiare le ragazze ad intraprendere gli studi informatici.


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