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Il partner omosessuale può adottare il figlio minore del convivente dandogli il proprio cognome

Accolta a Roma la domanda di una donna dopo che la compagna si è sottoposta in Spagna alla fecondazione eterologa: «Genitorialità “diversa”, ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta», sentenza del 29 agosto 2014

Sì alla bambina con due mamme. La genitorialità delle coppie omosessuali è "diversa", ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta.

Accolta a Roma la domanda di una donna: ha adottato la figlia minore che la sua compagna ha avuto in Spagna con la procreazione assistita, la bambina avrà dunque il doppio cognome.

E ciò perché rientra nel preminente interesse della piccola, che trova nell'adottante uno stabile punto di riferimento, e grazie al consenso espresso dalla madre biologica.

È quanto emerge dalla sentenza 299/14, pubblicata dal tribunale dei minorenni capitolino (presidente e relatore Carmela Cavallo).

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