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Welfare tra equità e innovazione. L'Emilia Romagna e le priorità del welfare

Anna Pariani intervistata da Tiziana Bartolini

"L'integrazione tra pubblico e privato è una scelta strategica che risponde ad una visione dell'architettura del sistema del welfare nella nostra regione".

Così Anna Pariani, presidente del gruppo PD alla Regione Emilia Romagna in una intervista e videointervista rilasciata a NOIDONNE in cui illustra l'organizzazione dei servizi sociali nei territori.

"Abbiamo rafforzato molto il sistema integrato dei servizi pubblici intrecciando il servizio pubblico con i servizi che arrivano dal privato sociale: una scelta che permette di garantire livelli di assistenza attenti alle più diverse esigenze. Faccio presente che la Regione Emilia Romagna è fra le poche che mantenuto un fondo per le persone non autosufficienti di 500mila euro mentre il fondo nazionale era stato azzerato. Con questo fondo abbiamo sostenuto sia i servizi pubblici per gli anziani non autosufficienti sia un sistema di aiuti con contributi monetari per le persone che scelgono di rimanere a casa". L'attenzione per i diversi soggetti coinvolti, dentro e fuori le famiglie, nel lavoro di cura ha trovato riconoscimento in un quadro normativo dedicato.

"Abbiamo approvato una legge per il caregiver che è rivolta alle persone che si prendono cura degli altri a domicilio, dando loro un contributo e un riconoscimento e anche riconoscnedo la possibilità di interagire con la rete dei servizi sociali. La professionalità che richiede il lavoro di cura e l'organizzazione capillare vedono la cooperazione sociale quale attore principale, con l'80% dei servizi sociali rivolti agli anziani loro affidata. Il percorso per l'accreditamento la rende pari al servizio pubblico. Tenendo conto di tutto questo abbiamo promulgato una legge sulla cooperazione sociale, ispirata ad una idea di come quella dimensione possa essere elemento di sviluppo ed impegno di tutta la società nel prendersi cura, un'espressione di come la società nel suo complesso si fa carico del bene comune". Prendersi cura... un'idea delle donne, una loro costante preoccupazione....

"Certo: il prendersi cura è un concetto femminile che abbiamo portato nelle Istituzioni. Ma non basta, bisogna sviluppare servizi di conciliazione al lavoro ed in questa direzione va proprio la legge quadro sulla parità che è stata approvata lo scorso mese di giugno". Servizi sociali, sistemi integrati, occupazione... tutto visto in chiave femminile. "I servizi sociali generano lavoro sia per le donne che sono occupate nel settore sia per le famiglia che sanno di poter contare sulla rete territoriale e istituzionale. Riteniamo che la grande partecipazione delle donne al mondo del lavoro sia stata un grande volano per l'economia della Regione, volano che ha generato altro lavoro delle donne". A novembre ci saranno nuove elezioni: è tempo di bilanci.

"Nel complesso mi pare che abbiamo rafforzato in questa regione quello che è in uno dei suoi tratti distintivi: l'equità, nel senso che portiamo tutti a crescere e ad allontanarsi dal bisogno, e lo si fa per tutti se si crea lavoro, se si costruiscono nuove opportunità. Vorrei sottolineare che abbiamo mantenuto questo tratto dell'equità anche di fronte alla crisi economica e anche nonostante il terremoto che ha colpito gran parte della nostra regione".

NOI DONNE 08 Settembre 2014

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