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Niente addebito al marito geloso che controlla la moglie anche al lavoro

Privacy ridotta fra coniugi La responsabilità della fine del matrimonio si può attribuire solo con prova piena del nesso causale fra condotta e intollerabilità della convivenza. Più alta della media la soglia d’irrilevanza in famiglia - Sentenza del 26 settembre 2014

Otello alla siciliana sì, ma non responsabile della fine del matrimonio. Non basta l'oppressiva gelosia del partner a far scattare l'addebito della separazione, almeno quando non si raggiunge la prova piena del nesso causale fra la sua condotta e l'intollerabilità della convivenza, per quanto sconvenienti possano risultare gli atteggiamenti possessivi di chi controlla il partner perfino sul lavoro.

Va infatti sottolineato che nei rapporti matrimoniali la soglia di irrilevanza delle condotte deve ritenersi più alta che fuori dalla casa familiare, vale a dire nel generico rapporto fra consociati del mondo esterno. È quanto emerge da una sentenza pubblicata dalla Corte di appello di Catania, sezione famiglia e persona.

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