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Dall'impiccagione dell'Iraniana Reyhaneh, alle infermiere guarite dall'ebola, la bambina virtuale Sweetie a caccia di pedofili, la studentessa italiana che a Parigi denuncia il proprietario dei 7 m quadrati in cui vive

di Paola Ortensi


Una settimana densissima di avvenimenti che hanno riguardato donne, consapevolmente o loro malgrado. Tante notizie davvero da prima pagina ed altre simbolicamente interessanti. Come allora, non iniziare dalla morte per impiccagione dell'Iraniana: Reyhaneh Jabbari accusata di aver ucciso colui che aveva tentato di violentarla. In questo drammatico episodio tante le tematiche che trovano posto fra cui, in primis, il mancato perdono della moglie della vittima, unica via per evitare secondo la legge Iraniana l'esecuzione della pena. C'è da domandarsi se la vendetta di una moglie per non voler accettare l'idea di un marito che aveva tentato di violentare una giovane di 19 anni 5 anni fa non sia il motivo del "mancato" perdono. Quasi una difesa sorda della propria dignità a prezzo di una vita. La mobilitazione internazionale per Reyhaneh era stata eccezionale, tra l'altro stimolata e richiesta a gran voce dalla mamma della vittima, eppure non è riuscita a fermare l'esecuzione. Naturalmente la pena di morte in quanto tale e l'esigenza di abolirla nel mondo ha ripreso grande spazio, anche di più dell'orrore che rappresenta l'idea che le donne siano oggetti di cui disporre a proprio piacimento, con il beneficio della legge religiosa e non, in troppe parti del mondo. E probabilmente anche nel caso di Pistorius, il campione sudafricano dalle gambe artificiali condannato definitivamente per aver ucciso la sua fidanzata, scattò l'idea di poter far quanto voleva alla giovane e bellissima fidanzata Reeva.

Mentre ci si addolora per queste vite spezzate, si gioisce per le vite delle infermiere, sia in Spagna che negli USA che sono guarite dall'ebola. Certamente per spezzare la psicosi che negli USA e non solo ha colpito parte della popolazione il presidente Obama ha voluto farsi fotografare mentre abbraccia l'infermiera Nina Pham dichiarata guarita. A questo proposito per non sottrarci mai alle nostre responsabilità come non vergognarci almeno un po' di quelle mamme o famiglie che a Fiumicino per alcuni giorni si sono opposti a che una bimba Ugandese entrasse in classe. O lei o i nostri figli, raccontano i giornali. Con quali elementi tanta psicosi? e la bimba non hanno pensato al suo trauma?La domanda che più mi fa riflettere è se la sfiducia nelle istituzioni in tutte le sue articolazioni, come la scuola è arrivata davvero a un punto di non ritorno ! Certo le notizie che anche in questa settimana sono uscite riguardanti la scuola non aiutano. Cosa possiamo pensare infatti di quelle maestre che chiedevano ai bambini chi avrebbero ammazzato prima se mamma o papà. Le notizie di cui spesso ci mettono a parte i giornali danno talvolta la sensazione di troppe frange della società che la dritta via hanno smarrita. Senza retorica o meglio rischiando consapevolmente di essere definita tale: le maestre sono donne, madri, quelli potrebbero essere i loro figli ma come possono! Intanto la maternità o la genitorialità, sarà più giusto dire, dal governo sarà sostenuta con 80 euro per ogni neomamma ovvero bimba/o che nascerà. Soffermandomi ancora sui bambini e i loro rischi.

Una notizia su cui molto si è lavorato e che sta dando i suoi frutti merita di essere divulgata e sottolineata. Ricercatori olandesi hanno creata Sweetie una bambina virtuale perfetta, che con il loro faticoso ma vincente aiuto "adesca e mette in trappola pedofili. All'incredibile "avatar", tanto perfetta da aver fatto identificare già migliaia di "mascalzoni" è stata affidata nazionalità filippina perché è nei paesi dove ci sono più poveri e più difficoltà che molti occidentali vanno a tentare di adescare giovani vite.

Con Sweetie non perdiamo una volta in più la consapevolezza che fra luci ed ombre tanti combattono contro il male e tanti si ribellano alle ingiustizie. Vorremmo una Sweetie anche per trovare in tempi rapidissimi il colpevole certo della morte di Elena Ceste, giovane madre di 4 figli, in provincia d'Asti, di cui dopo diversi mesi è stato trovato il corpo e per cui è ora indagato il marito. A proposito di ribellione e di indisponibilità alla lunga ad accettare soprusi; una piccola vicenda, di natura certo diversa, è divenuta una notizia significativa ed emblematica. Il riferimento è a Elisabetta Serughi, studentessa italiana che vive a Parigi, dove fa l'università, vivendo in un sottotetto di 5/7 metri quadrati pagando 400 euro mensili. Un luogo da dove è stata cacciata per aver chiesto al proprietario le ricevute, decidendo a questo punto di denunciarlo. Fra le diverse considerazioni quella che forse mi appare la più interessante è la finestra che si è aperta su aspetti della vita dei nostri giovani che lasciano l'Italia con la speranza di un futuro altrove. Elisabetta che in diverse interviste ha dichiarato di conoscere altre/i studenti che hanno esperienze analoghe ci chiama ad una riflessione interessante che va oltre davvero a un fatto di cronaca che tra le altre considerazioni non fa certo onore alla Francia. E prima di lasciarla la Francia registriamo che Marine Le Pen vuol cambiare nome al suo partito, forse per farlo apparire meno estremista, e manda per questo su tutte le furie il padre che lo ha fondato che pare abbia affermato che un partito non è un detersivo a cui cambiare marchio! Il valore di un marchio, di un'identità di un nome che, una volta pronunciato determina un idea è sicuramente la ragione che ha scatenata una discussione davvero incredibile su "ritocchi" al volto di un attrice che ne avrebbe annullata la personalità per cui è divenuta famosa e amata. Si tratta di Renèe Zellwegersi meglio nota come la pacioccona interprete di Bridget Jones che le modifiche ottenute hanno resa irriconoscibile ai suoi fans.

Nella polemica apertasi in particolare negli USA sembra rintracciarsi il fastidio per chi come lei si è permessa di cancellare un mito amato e un icona, negando che a certi livelli di fama ci sia la libertà di cambiare senza perdere la propria identità e notorietà. Non c'è da stupirsi anche se vale la pena di rifletterci. E non a caso a proposito di miti la morte del grande stilista Oscar Della Renta ha ricordato come sia stato lo stilista di tutte le mogli dei presidenti degli Stati Uniti Iniziando da Jacqueline Kennedy e che guarda caso l'ultimo abito da sposa è stato quello della moglie di Clooney, Amal il che avvalorerebbe la tesi delle ambizioni politiche della coppia.

Ed è la politica il terreno su cui si sta misurando la segretaria della Cgil Susanna Camusso. La manifestazione che si è svolta a Roma sabato e che ha vista una presenza eccezionale di partecipazione, si è imposta più che come manifestazione solo sindacale che contesta e non condivide le scelte del Governo Renzi contrastando le scelte con le proprie proposte, come il luogo più ampio di opposizione al Governo stesso, quasi fosse, ha ipotizzato qualche commentatore, preambolo a un nuovo "partito di sinistra". Spero sia solo davvero un'impressione, una forzatura polemica.

E' preferibile che si possa credere che manifestazione di Roma della CGIL e incontro della Leopolda a Firenze siano due momenti diversi ma non in contrapposizione di un universo di sinistra ed anche di voci dialoganti del PD. In tale direzione certo non è però leggibile esattamente come amichevole per esempio il commento di Rosi Bindi che ha definita la Leopolda una contromanifestazione solo per fermarci a una citazione femminile come sempre … Alla prossima: paolaortensi@tiscali.it

Prima Pagina Donne (20-26 ottobre 2014)

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