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Recluse - Lo sguardo della differenza femminile sul carcere

di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa - Ediesse ed.

Le donne sono una percentuale minoritaria dell'intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%.
Questa loro scarsa presenza, invece di rappresentare la garanzia di maggiori opportunità e miglior gestione degli istituti che le ospitano, si traduce troppo spesso in invisibilità e irrilevanza, e porta con sé una omologazione all'immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa e la comprenda.

Questo libro si basa su interviste a donne detenute nelle sezioni femminili delle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, e nasce dal desiderio di indagare la soggettività delle donne detenute e dare ad esse voce, senza assecondare visioni patologizzanti del reato al femminile né facili stereotipi sulla debolezza delle donne detenute.

Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse mappe: quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, da un lato; e dall'altro, quella delle risorse, delle strategie personali, in una parola della forza e dei fattori di tenuta, resistenza e resilienza, che consente loro non solo di tenere durante la detenzione, ma anche, nonostante tutto, di apprendere e immaginare un futuro.

Le autrici compiono un'analisi critica dell'istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni: pur consapevoli dell'irrisolvibile, ontologica sofferenza inflitta dalla detenzione, le ricercatrici si muovono nel solco di un riformismo disincantato, volto a contrastare la quota di sofferenza aggiuntiva, inutile e ingiusta, basata su un insufficiente riconoscimento di diritti umani e civili inalienabili. Con l'obiettivo di promuovere una cultura e una prassi che supportino – invece che limitare o osteggiare – le strategie di tenuta che la differenza femminile mette in campo.

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