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8 marzo Festa della donna, l'unico giorno in cui non fare festa

di Maria Giovanna Farina

Sì, avete capito bene, sarebbe ora di festeggiare ogni giorno con un piccolo gesto piuttosto che sventolare mimose solo in quella giornata.
Può sembrare una provocazione ma è solo l'amara considerazione di chi si sente presa in giro dal rito dei pallini gialli che oltretutto costano troppo e seccano in fretta.

Non voglio però dimenticare il significato simbolico: si narra che la ricorrenza sia in ricordo delle donne che sono morte l'8 marzo del 1908 a New York perché erano chiuse a chiave in una fabbrica dove erano in stato di sciopero. Quelle donne hanno trovato una morte atroce tra le fiamme perché nessuno ha aperto la maledetta porta. Mi fa piangere immaginare una scena così atroce e mi crea grande dolore misto a rabbia festeggiare l'8 marzo, anche se so che quella potrebbe non essere una vicenda vera.

Troppe speculazioni sull'8 marzo! Ricordiamo anche che molte donne sono morte ad esempio nel Medio Evo sul rogo, ben nove milioni, perché considerate streghe.
Ma cosa c'è da festeggiare? C'è da stare a casa a piangere sulla condizione della donna che in certi paesi è a dir poco scandalosa e anche qui nel nostro dorato Occidente le donne non se la passano poi così tanto bene anche se possono guidare l'auto e denunciare i loro aguzzini.

E adesso non pensate subito che sono contro il femminismo! È stato un movimento utile a svegliare le donne, a far loro capire quanto potevano riscattarsi lontane dagli stereotipi del maschilismo, ma ora dobbiamo andare avanti, alla ricerca della parità tra i generi.

Dobbiamo andare avanti ricordando tutte le donne mantenendoci lontane da visioni troppo di parte della condizione femminile. Dobbiamo andare avanti soprattutto smettendo di usare culi e tette… per andare avanti.

Maria Giovanna Farina

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