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8 MARZO E MARO': UNA MANIFESTAZIONE CHE HA INSULTATO LE DONNE

UDI Imola - Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne

Comunicato stampa

Per capire la gravità di quel che è successo l'8 marzo a Imola occorre fare un passo indietro.

Il 14 febbraio scorso, in occasione di "One Billion Rising" (flash mob internazionale contro la violenza maschile sulle donne), è stato letto un comunicato. A leggerlo, un gruppo di ragazze che hanno espresso in maniera densa e articolata la loro volontà di crescere in un mondo che garantisca piena libertà e diritti di autodeterminazione a tutte le donne. Fra l'altro dicevano: "Chiediamo che la parola femminicidio non venga più sottovalutata, svilita, criticata. Perché racconta di un fenomeno che ancora in troppi negano e perché per molti, alcune delle donne uccise o violate, in fondo in fondo, qualche sbaglio lo avevano fatto. Ci viene in mente il deplorevole e vergognoso modo in cui sono state descritte Greta e Vanessa, le due ragazze rapite in Siria, per fortuna ritornate sane e salve ma che agli occhi dell'opinione pubblica sono state descritte come due "sprovvedute" perché hanno messo a rischio la propria vita per dare sostegno alle popolazioni vittime di guerra.. la reazione sarebbe stata la stessa se fossero stati due uomini? Probabilmente no, sarebbero stati accolti come eroi, così come sono stati descritti quei due marò che hanno ucciso dei pescatori indiani."

Una cultura violenta

Non ci pare che vi sia nulla di offensivo in questo pensiero. Eppure ha suscitato le ire di Lega Nord, Pdl e altre liste civiche del territorio imolese.

Ire che hanno condotto all'organizzazione di una manifestazione per la liberazione dei Marò detenuti in India.

Manifestazione apolitica dicono gli organizzatori, ma a ben vedere i contenuti e le modalità, decisamente di destra. A prescindere da ciò che si può pensare sulla vicenda "Marò" la manifestazione è stata tenuta l'8 marzo, giornata internazionale delle donne. "In solidarietà con le mogli degli italiani" si è detto: le mogli dei pescatori evidentemente non contano.

Rispettando a pieno titolo l'immaginario militaresco dell'uomo che va a combattere per difendere la patria e l'onore delle mogli che rimangono ad attenderli a casa.

Una risposta decisamente sproporzionata e perfino violenta nella sua natura, tipica del maschilismo più autentico che prevede e impone il potere maschile sulle donne.

Così proprio l'8 marzo bisogna "mettere a posto" le ragazzine irriverenti: un comportamento "macho" e non conta se in piazza c'erano anche alcune donne. Un maschilismo coerente con coloro (maschi e parlamentari della Repubblica) che hanno ingiuriato Greta e Vanessa.

E così, in beffa ai bei discorsi pronunciati in Consiglio comunale dai signori uomini in occasione del 25 novembre (giornata internazionale contro la violenza sulle donne), questi hanno rivelato il loro vero pensiero.

Che c'entrano i Marò con l'8 marzo? E' evidente che la creazione di un nesso ha un significato preciso. Non contano le intenzioni, ma i fatti. Un oltraggio oggettivo al genere femminile.

Le donne di potere sono differenti dagli uomini di potere?

In piazza, con questi uomini, c'era la presidente del Consiglio comunale, Paola Lanzon, che è anche responsabile delle donne del PD di Imola.

Presenza per noi inaccettabile, come le parole che ha usato per "mettere fine alle polemiche".

Dichiara, infatti, che come è giusto che le cooperanti siano state riportate a casa …è giusto, giustissimo, doveroso e inderogabile portare a casa anche i Marò. Tutto il resto sono grandi sciocchezze che non aiutano la nostra Nazione a farsi unita, forte….

Toni autoritari, risolutivi, che liquidano il pensiero espresso liberamente da un gruppo di giovani donne a "grandi sciocchezze".

Ci chiediamo e chiediamo al Pd come può avallare, e proprio l'8 marzo, un episodio di questo genere, con caratteristiche proprie della cultura più tradizionale di destra e dal carattere violento verso le donne (la violenza non si consuma solo materialmente). L'intenzione non è equivocabile.

La presidente del Consiglio comunale è così coerentemente democratica che chi non la pensa come lei fa solo polemica inutile, anzi, dannosa alla Nazione.

Ci chiediamo se le molte donne che aderiscono al Pd e che lo votano (in diverse erano in piazza il 14 febbraio) condividono davvero questa scelta e questi toni.

In caso contrario, prendano una posizione chiara, senza la quale potrebbe essere compromessa la possibilità di affermare insieme un riequilibrio di genere nella società e nel nostro territorio.

E invitiamo tutte a riflettere: perché la politica delle donne, le idee dell'8 marzo - che rifiutano non solo il sessismo ma anche il militarismo e il nazionalismo - appartengono a una società che non ha bisogno di eroi.

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