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Adottabile il minore che vive in uno stato di isolamento perché i genitori vogliono farlo restare bambino

Pericolosa per lo sviluppo psico-fisico la scelta di evitare i contatti con l’ambiente esterno con l’obiettivo di mantenere lo stato infantile e dunque «il rapporto fusionale» con madre e padre - Sentenza 18 giugno 2015

Scatta la stato di adottabilità se i genitori costringono il minore a vivere in uno stato di isolamento tale da pregiudicargli la crescita psico-fisica.
La scelta di non far frequentare la scuola al bambino, frutto di un'impostazione familiare finalizzata a escludere qualsiasi controllo sociale e mantenere il minore in uno stato infantile a garanzia della preservazione del rapporto fusionale coi genitori rischia di produrre danni potenzialmente irreversibili sul suo sviluppo.
Lo sancisce la prima sezione civile della Cassazione con la sentenza 12641/15, pubblicata il 18 giugno.

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