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STATI GENERALI DELLE DONNE: lavoro ed etica della cura

di Maria Giovanna Farina

Per raggiungere una vera parità tra i generi è fondamentale il lavoro, vale a dire poter accedere ad una occupazione con le stesse opportunità degli uomini.
Nella giornata del 28 settembre 2015 degli Stati Generali si è molto discusso dell'argomento, imprenditrici di diversi Paesi hanno lasciato la loro testimonianza. Tutte d'accordo sul fatto che le donne hanno grandi capacità e se partecipano ad un progetto sanno dare molto, sanno collaborare con gli uomini fornendo risultati eccellenti. Insieme si può giungere a traguardi importanti, ciò l'ho sempre pensato. "Insieme" è la parola chiave: non più divisioni, ma parità evitando di guardarsi con sospetto. Il fare rete, il collaborare unite, di cui si parla da anni, sembra proprio possibile. Questo il messaggio fondamentale che deve uscire dalla riunione mondiale delle donne.

L'introduzione ai lavori ad opera di Valeria Maione e Maria Pia Mannino con la partecipazione della Sottosegretaria Teresa Bellanova ci ha condotte subito nel cuore del discorso. Non potendo riportare tutti gli interventi, mi sono proposta così di fare una scelta e citare quelli che mi sono sembrati significativi per la comprensione di ciò che è accaduto in questa giornata di lavoro.

Paola Villa, economista e collaboratrice del sitowww.ingenere.it , è docente a Trento e parte rilevante della sua attività di ricerca è stata dedicata alle problematiche connesse con l'integrazione delle donne nel mercato del lavoro. Prende la parola e ci spiega che ciò che cercano oggi le donne in Italia è conquistare un'indipendenza economica dignitosa, non solo nel presente ma anche più avanti nella vecchiaia. La sicurezza, un'altra parola chiave per Villa, è ciò di cui le donne hanno bisogno per programmare il futuro personale, famigliare e la maternità. Infine è fondamentale la valutazione dell'impatto di genere sulle risorse pubbliche.

Importante anche lo spazio dedicato all'etica della cura.

Senza rispetto dei diritti delle libertà non c'è spazio per la cura, ci racconta Franco Manti docente di Etica sociale dell'Università di Genova. L'approccio della cura ci chiede di mettere al centro i bisogni reali, quindi perché le pari possibilità si possano realizzare è necessario partire dall'analisi dei bisogni. L'approccio alla cura è qualcosa di concreto e parte dalla quotidianità delle donne siano esse imprenditrici o del Terzo Mondo. La cura, conclude Manti, ci porta anche ad una visione globale, per cui non possiamo più ragionare in termini di Stato Nazionale. Posso aggiungere che la cura va oltre noi stessi come individui perché è prima di tutto relazione.

Nel mondo, la cura è una pratica quasi esclusivamente femminile, ma nell'ottica della parità e dell'adempimento dei propri compiti ricordiamo il compianto filosofo Michel Foucault e le sue parole in Antologia. L'impazienza della libertà, Feltrinelli: "Colui che ha cura di sé, al punto da sapere esattamente quali siano i suoi doveri come padrone di casa, come sposo o come padre, avrà un buon rapporto con la moglie e con i figli". Per avere cura degli altri dobbiamo essere capaci di avere cura prima di tutto di noi stessi.

Ciò che ci aspettiamo da una società evoluta è l'essere sempre più inclini all'obiettivo della parità.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

Foto di M.G.Farina

© Riproduzione riservata

Nei prossimi appuntamenti racconterò gli interventi di Adriana Pontoglio (Moica Brescia) e le interviste ad Alba dell'Acqua (Presidente Moica Basilicata) e a Vittoria Doretti (Medico Codice rosa)

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