• facebook

Home » Attualità » Interviste » Tina Leonzi - Presidente nazionale MOICA-Movimento casalinghe italiane
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Tina Leonzi - Presidente nazionale MOICA-Movimento casalinghe italiane

Le casalinghe sono donne della conciliazione, di Maria Giovanna Farina

Continuare a parlare di donne, dei loro progetti, dei loro saperi, che non sono solo esperienza ma anche teoria, è un compito che mi sono data per mostrare quanto le donne siano la colonna portante della società. Il MOICA, Movimento casalinghe italiane, muove i suoi primi passi negli anni ottanta per volontà di Tina Leonzi, la presidente nazionale dell'associazione nata a Brescia e poi diffusasi in tutta Italia con risultati importanti. Ho voluto parlare con Tina e farmi raccontare la sua esperienza che è anche quella di tutte noi. Ogni donna, anche se esercita una professione o un qualsiasi mestiere, è anche e sempre una casalinga.

Come è nata l'idea di fondare l'associazione MOICA?

L'idea di un'associazione per le persone che svolgono lavoro non retribuito in conseguenza delle responsabilità familiari è nata da una constatazione e da un'esigenza. La constatazione veniva dai dati dell'Istat che segnavano, all'epoca (primi anni '90), ben 13 milioni di donne in condizione casalinga. L'esigenza era ed è di vedere valutato il lavoro familiare nei suoi valori: gestionale, educativo, formativo, assistenziale, morale ed anche economico. Il neo femminismo parlava delle "casalinghe" come persone di serie B, che avrebbero dovuto scomparire nel tempo, sostituite dai servizi sociali funzionanti 24h su 24. Non condividevo quest'analisi e decisi di fondare il MOICA, ne parlai con amiche che si entusiasmarono al progetto e poi, via via, l'associazione si diramò su tutte le regioni, confermando la validità dell'iniziativa.

Come si è trasformata nel corso degli anni? Voglio dire: ci sono ancora donne casalinghe o solo donne che conciliano il lavoro con la famiglia?

Donne che svolgono il lavoro familiare a tempo pieno ce ne sono ancora circa 8 milioni, a cui se ne devono aggiungere altrettante che se ne occupano a tempo parziale, proprio per conciliare famiglia e lavoro, aiutate in questo da madri, suocere, sorelle, casalinghe che diventano così fattore di conciliazione.

Tina Leoni è soddisfatta di ciò che ha realizzato con l'associazione?

Sono contenta di quanto realizzato in termini dii aggregazione di tante donne che, nell'associazione hanno scoperto le loro potenzialità, le loro capacità organizzative, e realizzatrici di impegnativi progetti. Hanno sperimentato e sperimentano l'importanza di essere se stesse e non solo la moglie di... la madre di... la figlia di … Insomma hanno costruito una loro precisa personale identità.

Quale è il progetto che desiderate realizzare e che ancora non siete riuscite?

La convinzione generalizzata, diffusa, su questi valori, sull'importanza di un lavoro che costituisce, anche da studi di illustri economisti, un pilastro su cui si regge l'intera società.

Le casalinghe, come sottolinea Tina Leonzi durante la conversazione, muovono la stragrande maggioranza dei consumi, sono loro a decidere cosa acquistare per la casa e la famiglia, sono donne che gestiscono il bilancio famigliare garantendo il benessere di tutti i suoi componenti.

L'impegno del MOICA conduce a smantellare il pesante luogo comune per cui la casalinga è una donna frustrata che vive sciattamente la giornata con "la grande fortuna" di poter stare a casa. La casalinga si etichettava come quella persona che non faceva niente solo perché non andava "a bottega". Ora sappiamo quanto nulla sia più falso, le donne casalinghe hanno raggiunto la consapevolezza di chi sono, della loro identità e del loro valore. Altro che donne con i bigodini! Basta con i soliti stereotipi che vedono la casalinga, mamma, moglie brontolona e donna delle pulizie senza alcun interesse per il corpo, il look, la cultura e la vita politica della Nazione.

Maria Giovanna Farina

© Riproduzione riservata

Chiedi informazioni Stampa la pagina