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Sta alla mamma che scelse l'anonimato decidere se riconoscere il figlio nonostante Cedu e Consulta

Dichiarazione giudiziale di maternità inammissibile, va tutelato il diritto alla riservatezza della donna. Ma c’è la procedura che può far conoscere all’adottato le sue origini, come chiedono le Alte corti - Sentenza 24 novembre 2015

La partoriente che a suo tempo ha scelto l'anonimato non può poi essere dichiarata madre con l'azione ex articolo 269 Cc. Va tutelato il diritto alla riservatezza della donna a meno che non sia lei a decidere di tornare sulla sua decisione: non si può dunque utilmente esperire in questi casi la dichiarazione giudiziale di maternità. Non contano le recenti sentenze in materia delle Corti Edu e costituzionale che chiedono soltanto strumenti che consentano all'adottato di sapere se la madre biologica ha cambiato idea ed è divenuta disponibile a fargli conoscere le sue origini. È quanto emerge dalla sentenza 11475/15, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Milano.

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