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Se festa è, dobbiamo condividerla con impegno

L'8 marzo è ancora una festa? Se lo chiedono in molti forse perché può sembrare obsoleta, forse perché ci sono troppi lutti da piangere, forse perché tra mimose e canti ci sembra una cosa poco seria. Ma non fermiamoci solo all'apparenza perché festa dal latino fĕsta il cui l'aggettivo è festus - festivo, solenne - ci dice appunto che una festa è qualcosa di importante: in questo caso vuole rendere omaggio alla donna, alla figura femminile. Con il mio discorso vorrei non buttare a mare una conquista di cui l'8 marzo è simbolo: il riscatto femminile; siamo noi a poterla rendere una festa vera dove incontrarsi per riflettere, fare il punto e trovare insieme, al di là delle nostre idee politiche e religiose, una strada comune. Si dice sempre che l'unione fa la forza, bene! Allora uniamoci, ma per davvero. Purtroppo vedo troppe fazioni e un'insufficiente reale collaborazione per la causa. Non ci si deve fermare ad osservare le differenze, ma concentrasi sulle affinità. Se non piace l'8 marzo perché è diventata anch'essa una festa commerciale, sono d'accordo. E allora dobbiamo riconquistare chi si è lasciata travolgere dalla pizza con le amiche e i doni di mimose fresche dimenticando che non è solo questo.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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