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Inutile per i genitori "in guerra" adire il giudice per le vacanze. Anche i legali devono tutelare i figli

Si rischia la declaratoria di idoneità: il modello ex articolo 709 ter Cpc serve a risolvere le questioni su educazione, salute e residenza e non a chiarire a chi tocca il soggiorno nel «periodo pasquale» - Ordinanza, 24 marzo 2016

I genitori in corso di separazione non possono ricorrere al giudice per ogni questione che sorge fra loro nella gestione dei figli spostando in tribunale la guerra in atto fra loro: il modello risolutivo ex articolo 709 ter Cpc, infatti, serve a dirimere controversie su questioni essenziali per i minori come educazione, istruzione, salute e residenza abituale. È invece inammissibile ogni istanza originata da "microconflittualità" tra mamma e papà.

Un esempio? Quando si chiede l'intervento della magistratura per chiarire se periodo pasquale significa che il figlio va riaccompagnato dal collocatario la sera del lunedì dell'Angelo. E anche gli avvocati, che pure difendono le parti, devono dare il loro contributo tutelando anzitutto i minori e non assecondando diverbi privi di concreta rilevanza. È quanto emerge dall'ordinanza emessa ieri dalla nona sezione civile del tribunale di Milano.

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