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Per la paternità del nascituro la madre ottiene il test sul Dna dell'uomo cremato prima del parto

Ammissibile l’azione cautelare della donna in vista della futura azione di accertamento: visto che è impossibile esumare la salma, il giudice dispone la Ctu sul sangue crioconservato dall’Asl - Ordinanza, 20 giugno 2016

Via libera al test Dna sul materiale biologico del de cuius anche se la salma è stata cremata. Sì all'azione cautelare della madre che chiede di disporre l'esame sulle provette di sangue crioconservato, detenuto dall'Asl in vista della futura azione di accertamento della paternità del nascituro concepito al di fuori del matrimonio.
E ciò perché in base alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani la tutela della vita nascente merita un'interpretazione delle norme che estende gli ambiti di tutela piuttosto che ridurli. È quanto emerge dalla recente ordinanza pronunciata dalla nona sezione civile del tribunale di Milano.

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