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Siamo sorelle: dialogo con Anna Vitali

Anna Vitali è Presidente del Moica Verona. Dopo essersi occupata a Brescia dell'ufficio commerciale di una nota azienda del settore casalinghi, diventa Amministratore Delegato di due aziende a Verona, collaborando con il marito.

Cosa rappresenta per te la sorellanza? Come l'hai sperimentata nella tua vita privata e pubblica?

È un sentimento che avvertivo dentro di me prima dell'incontro con Moica, ma che non riuscivo a definire. L'incontro con l'associazione è coinciso con il cambiamento del mio impegno di mamma dal punto di vista della cura (perché le figlie stavano crescendo), ed anche con la decisione di interrompere la mia attività lavorativa esterna e quindi ho potuto dedicarmi ad altre attività e concentrarmi su me stessa. Ho capito che avevo bisogno di comunicare, interagire e approfondire le relazioni interpersonali, dapprima quindi mi sono dedicata al volontariato e poi è arrivata l'associazione, che mi ha impegnato parecchio ed è là che ho compreso il significato di sorellanza. Se non ci fosse stata condivisione sarebbe andata sprecata. Facendo il punto sulla mia vita, ho capito che era ciò che volevo realizzare, così ho dato vita al gruppo Moica Verona grazie all'input della Presidente Nazionale Tina Leonzi. Questa esperienza mi sta dando la possibilità di sperimentare il valore della solidarietà tutta al femminile che è diversa dalla solidarietà generica, seppur quest'ultima abbia un estremo valore. La solidarietà al femminile è molto profonda, quando le donne riescono ad entrare in un rapporto di sintonia vera, si realizza qualcosa di straordinariamente profondo ancor di più che in una sorellanza di sangue.

Come avverti concretamente la sorellanza?

Come un grande affetto, di vicinanza anche nei momenti del bisogno durante la vita. Sento che esiste una solidarietà femminile sincera.

Avverti tutto ciò all'interno dell'associazione e al di fuori come l'hai sperimentata?

Al di fuori l'ho vissuta allo stesso modo perché Moica mi ha cambiata, ma ha cambiato anche le persone che mi stanno intorno. Ho dei riscontri in tal senso, non è solo una mia impressione. Sicuramente un progetto comune, un obiettivo condiviso: nel caso di Moica aiuta ad eliminare i "fronzoli", a vivere le amicizie e le relazioni in maniera più matura e profonda, a fare gruppo; e nel gruppo si sperimenta la solidarietà reciproca, si vincono le insicurezze, non sempre certo, e non con tutte, ma molto spesso.

Mi fai pensare al fatto che questa associazione sia stata educativa, nel senso che ha tirato fuori qualcosa che esisteva dentro di te. Ma al fuori del Moica come stanno le cose? Nelle altre donne non del Moica cosa trovi? Ci sono donne che denunciano difficoltà di relazione con le altre: incapacità di fare gruppo, vendette, invidie....cosa mi dici in proposito? Forse alla nostra età non le percepiamo più?

Questo volevo dire, credo però che gelosia ed invidia facciano parte del genere umano e quindi del mondo femminile ma non solo. Questi sentimenti negativi probabilmente li ho anch'io o li ho avuti; vedo, mi accorgo di quanto dici ma li scorgo meno di un tempo anche per il percorso fatti fin qui. Forse con l'età si cambia prospettiva.

Cosa può dire Anna alle lettrici: come incontrare il sentimento di sorellanza se non lo si conosce?

Ogni donna può trovare il proprio trampolino di lancio, quindi suggerisco di cercare in se stesse le proprie qualità e poi iniziare a vedere il bello e il positivo anche nelle altre persone. Nel momento in cui dai valore a te stessa, poi riesci a trovarlo anche nell'altra persona. Secondo me qui cade e perde valore il paragone con l'altra donna. Forse la propria inadeguatezza fa sì che si sviluppi un atteggiamento conflittuale verso le altre donna e di conseguenza i rapporti saltano. Sicuramente un progetto comune, un obiettivo condiviso, come nel caso di Moica, aiuta ad eliminare i "fronzoli", a vivere le amicizie e le relazioni in maniera più matura e profonda, a fare gruppo, come nel nostro caso; e nel gruppo si sperimenta la solidarietà reciproca, si vincono le insicurezze, non sempre certo, e non con tutte, ma molto spesso.

Quali strategie intraprendere?

Non esiste "la regola", né la ricetta, tuttavia secondo me le donne hanno una dote, o un difetto, dipende da come viene usata, cioè la propensione a mettersi in discussione, all'autocritica, sono in continuo cambiamento. Ogni attimo è quindi un'opportunità per vedere con occhi nuovi e, perché no, anche per considerare il valore della "sorellanza", potrebbe anche voler dire arrivare ad una nuova visione della vita con tutte le sue gioie e difficoltà, con quel tocco femminile di garbata concretezza e determinazione nell'affrontare i problemi e anche risolverli, magari non sentendosi sole, magari sostenute da un gruppo di amiche sincere...


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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