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Discriminatorio negare alla lavoratrice lo "scatto" perché ha preso i congedi di maternità e parentali

La Corte Ue impone di interpretare le norme garantendo la parità di genere: sì alle retribuzioni arretrate, condannato il datore che riconosce ad altri la categoria superiore conteggiando i periodi di malattia Sentenza, 6 luglio 2016

Via libera all'inquadramento superiore con effetto retroattivo. È discriminatoria la condotta del datore che non attribuisce l'avanzamento di carriera all'impiegata perché interpreta il Ccnl in modo da non conteggiare i congedi di maternità e parentali dei quali la lavoratrice ha fruito in occasione della nascita dei due figli. È quanto emerge dalla sentenza 336/16, pubblicata il 4 luglio dalla sezione lavoro del tribunale di Venezia.

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