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Affido condiviso per il genitore che cambia religione ma senza "pressing" per far convertire i figli

Si deve assicurare continuità ai rapporti con il padre divenuto testimone di Geova ma anche alla formazione spirituale dei minori: legittime le «precauzioni» per evitare indebiti condizionamenti - Ordinanza del 19 luglio 2016

L'educazione dei figli prima di tutto. E allora, per assicurare continuità alla formazione spirituale e morale della prole, non si può interrompere o limitare il rapporto genitore-figli, anche se uno dei coniugi si converte a un altro orientamento religioso. Confermato dunque l'affido condiviso a entrambi i genitori. A sancirlo è la Cassazione con l'ordinanza n. 14728/16, pubblicata oggi dalla sesta sezione civile.

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