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Irene Vella, giornalista e scrittrice

Irene Vella, giornalista e scrittrice, è autrice di un romanzo autobiografico "Sarai regina e vincerai" (Piemme) ed è la prima donna che ha partorito dopo il trapianto di un rene donato al marito. Collabora con diverse testate giornalistiche e con la trasmissione televisiva Verissimo

Donne uomini sono diversi, in che senso? E in che cosa?

Sinceramente tutta questa diversità non la vedo. Sarà che ho la fortuna di avere un marito e compagno con cui sono in sintonia per progetti e stile di vita. Onestamente non ho mai sentito la differenza, di conseguenza non ho mai nemmeno pensato "questa cosa mi è preclusa perché sono una donna". Ho avuto una famiglia che mi ha sempre fatto credere che sarei potuta arrivare ovunque, al di là del fatto che fossi femmina e non maschio. Mi hanno sempre detto "fai quello che vuoi. l'importante che tu lo faccia bene, convinta di ciò che vuoi diventare".

Purtroppo non tutte le donne hanno avuto la tua fortuna in famiglia, anche se mi giungono voci per cui le cose stanno migliorando.

Dico sempre che dove arriviamo e cosa facciamo dipende dall'insegnamento che hai avuto in famiglia. Forse la fortuna è di essere stata figlia unica e di aver avuto tanto amore.

Dalla tua scrittura emerge un senso di ironia davvero speciale. Sei sempre stata così o la vita ti ha fatto scoprire questa preziosa componente del nostro essere?

Sono sempre stata così, da che ho memoria ho sempre cercato di sdrammatizzare tutto ciò che mi capitava. Fin da ragazza ho sempre avuto una certa verve comica, tanto è vero che i miei amici mi dicevano che avrei dovuto fare proprio la comica. Questa caratteristica mi è stata tramandata da mio padre che mi ha cresciuta a pane ed ironia. La stessa cosa sto facendo con i miei figli, l'ironia è per me la chiave vincente per affrontare la vita sia per le cose belle, che devi sdrammatizzare per non crederci troppo, che per quelle brutte, perché ti permette di pensare che è solo un momento che poi passerà. E che il bello deve ancora arrivare.

Il dono è sempre un atto d'amore perché nel donare diamo qualcosa di noi, nel tuo caso è stato più che mai vero? Come ci si sente a donare una parte di noi reale, concreta come un rene?

Sono d'accordo che sia un atto assolutamente generoso, ma ti ribalto subito la frittata. Specialmente nel caso della coppia dove uno dona, direi che è anche un grande atto d'amore saper accettare. Saper accettare di condividere la tua vita con un'altra persona è un grande atto d'amore e di coraggio. È come dire "io scelgo te, non solo in amore, ma anche in questa situazione dove tu mi dai qualcosa che mi salverà ed io la prendo con gioia perché so che passerò con te il resto della mia vita".

È un atto con una forte potenza simbolica, è coraggio, lungimiranza, speranza. È l'amore capace di farti fare scelte fuori dal comune.

Donare qualcosa di te alla persona che ami è sicuramente tutto ciò che abbiamo detto e poi hai dei progetti futuri in cui credi tantissimo. Ti auguri, e naturalmente lo speri, che tutto sarà per sempre.

Sì, e mi viene una battuta: il rene non te lo puoi far restituire come l'anello di fidanzamento…

Infatti dico sempre che un rene è per sempre, altro che il diamante!

Sei davvero forte!

In realtà il rene non è sicuro che duri per sempre, speriamo che duri per tutta la vita. Sono fiduciosa e, grazie a questo mio modo di vivere, so che le cose brutte ci sono ma non bisogna pensarci di continuo.

Il tuo nome significa dal greco pace, mi dai l'impressione di essere in pace con te stessa. credo che l'ironia ti aiuti e poi?

Mi definisco "bipolare", un giorno in pace a l'altro no! Ma in realtà io sono in pace con me stessa perché faccio la vita che ho sempre sognato di vivere, cioè la giornalista; a quarantasei anni mi ritrovo a lavorare a Verissimo con ragazze di ventisei con cui mi sento alla pari perché ho una mente giovane: per certe cose si è fermata ai trenta e non è più invecchiata.

E i tuo figli ne saranno felici?

Eh, i compagni di scuola dicono "ma che c. che avete!" Diciamo che non invecchio perché continuo a vedere la vita con i loro occhi.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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