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Se non è paritaria non è democrazia.

Il convegno di Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria per fare il punto sulle rappresentanze delle donne


Bilancio e prospettive intorno al tema "Se non è paritaria non è democrazia. Non vi è parità senza democrazia", convegno organizzato dall'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, svoltosi lo scorso 20 settembre 2016 (Roma, Sala Polifunzionale) e che ha visto la partecipazione della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli e della ministra Maria Elena Boschi. L'iniziativa è stata insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica.

L'incontro è stato organizzato con la collaborazione di Roberta Morroni ed è stato presieduto da Marisa Rodano e da Daniela Carlà, tra le principali animatrici nonchè fondatrici dell'Accordo, soggetto che riunisce oltre 60 associazioni femminili e femministe e che è nato con l'intento di contribuire alle innovazioni normative indispensabili per la democrazia paritaria e di promuovere iniziative finalizzate al cambiamento culturale necessario per vivere fino in fondo la parità tra i generi come elemento costitutivo della democrazia contemporanea.
Moltissimi gli interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata. Accanto alle riflessioni sui ritardi che ancora si registrano e sul cammino che ancora le donne devono compiere per raggiungere l'obiettivo del 50e50, in generale le valutazioni sono state di segno positivo.
Molti interventi hanno infatti sottolineato come "si siamo ottenute norme significative nelle leggi elettorali a livello territoriale, nazionale, europeo". Ne sono conferma le sintesi e le analisi argomentate di chi ha creduto nelle battaglie fatte e persino le "insofferenze" di alcune tra le giovani che guardano con fastidio alle normative specifiche per le pari opportunità. "Normative senza le quali - hanno osservato in molte - le donne quasi sicuramente non sarebbero dove sono, e così numerose". Non sono mancati i riferimenti al prossimo referendum costituzionale (Marilisa D'Amico, ) e osservazioni in positivo sul metodo che l'Accordo ha adottato fin dalla sua nascita(Agnese Canevari) e che ha consentito un lungo a fruttuoso cammino.

Circa le prospettive, tutte d'accordo: continuare a cercare di incidere. "Abbiamo già richiesto precise garanzie e meccanismi per la parità tra i generi se si dovesse rivedere la legge elettorale - hanno sottolineato le organizzatrici -. Abbiamo anche già ottenuto precisi impegni in tale direzione. Le norme approvate, tutte, devono essere monitorate e valutate: questo riguarda anche la riforma costituzionale, al di là degli esiti del prossimo referendum. La democrazia non è mai acquisita in via definitiva e per vivere ha bisogno di espandersi. Questo è il filo conduttore dell'iniziativa".

da NoiDonne

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