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Stati Generali delle Donne: saperi e competenze a confronto

Incontro degli Stati Generali delle Donne

18 novembre, Roma, via dell'Umiltà, sede della Stampa Estera, nel centro di una Roma tiepida e solare.
Molte donne si sono incontrate, rincontrate; entusiaste, decise a testimoniare con la propria presenza la volontà di tessere una rete che sviluppi le proposte necessarie ad un costruttivo rinnovamento per un futuro migliore per tutti.
Il convegno "Donne, economia e territori", organizzato dagli Stati Generali delle Donne, si è reso possibile grazie alla collaborazione del Mise, presenti la dirigente generale Mirella Ferlazzo e la presidente del Cug (Comitato unico di garanzia) Patrizia Giarratana che, nel suo intervento ha parlato della promozione internazionale per le donne. All'incontro hanno partecipato numerosissime rappresentanti dei territori, della Pubblica Amministrazione, associazioni e professioniste.


Il dibattito che si è svolto durante la giornata si è articolato in varie sezioni, alcune tavole rotonde e molte testimonianze.
Una partecipazione molto sentita, in cui è emersa ancora una volta la volontà di comunicare, partecipare e proporre.
Portatrici di esperienze, di professionalità e d' idee concrete, si sono confrontante nell'intento di aderire e rapportarsi al Patto per le Donne già inviato dagli Stati Generali al Governo (maggio 2016), in cui si chiedevano azioni concrete a favore delle donne soprattutto sul tema fondamentale del lavoro, per contribuire al riequilibrio del nostro sistema economico.
Il Patto per le Donne non è una definizione astratta. Esso fin dall'inizio ha dato l'avvio ad un nuovo modo di operare, attraverso un percorso unitario di intervento sui territori "finalizzando la propria azione a creare nuova occupazione femminile nell'ambito dello sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell'Italia".
La necessità di un'azione coordinata, del coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in considerazione della strategicità e complessità degli interventi, ha dato il via ad una serie d'incontri che proseguiranno già da marzo 2017, per terminate a Matera, Città della cultura, nel 2019.
Il Patto, che intende muoversi per la sua realizzazione nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali, vuole essere un contributo concreto, per trovare soluzioni e proposte alle politiche di genere. Un progetto concreto che passa inevitabilmente attraverso un confronto e azioni sui territori. Per questo il convegno di Roma è stata una tappa importante, per rinnovare il " il supporto, il parere e la concretezza delle sindache, delle assessore, delle amministratrici,delle imprenditrici, libere professioniste e lavoratrici autonome per far diventare reale sui territori 'Il Patto per le donne' ed inserirlo nei Patti che il Governo ha siglato con molte Regioni e Città, per trovare opportunità, per creare lavoro e nuove imprese per le donne e con le donne".

Durante il dibattito ci si è soffermate parlare del potere di cambiamento dell'economia della condivisione e della sua capacità di contaminare e contagiare i modelli di organizzazione economica più tradizionali. Le novità portate dalla digital economy infatti hanno come conseguenza un ripensamento delle forme di lavoro in cui la sharing economy si connota "come un vero e proprio ecosistema innovativo, capace di sviluppare forze (ri)generative sia tra chi vuole fare impresa, sia tra chi impresa la fa da 'sempre' ".
La stessa Pubblica Amministrazione deve puntare su di essa "per ripensare la propria mobilità ma anche per pianificare e co-progettare spazi e infrastrutture, o mutare la relazione con i propri cittadini. È evidente che oggi chi vuole guardare all'innovazione e all'imprenditorialità non può che partire dai principi dell'economia di condivisione, e se questa forse non può definirsi ancora una rivoluzione certamente ci si avvicina molto".
In questo processo di condivisione la partecipazione si dimostra fondamentale nel senso di una comune responsabilità.

Sulla categoria concettuale di responsabilità si è soffermata Vittoria Franco, senatrice, autrice del libro "Responsabilità. Figure e metamorfosi di un concetto".
Cosa s'intende per essa? La risposta è semplice" farsi carico", "prendersi cura" che in politica si trasforma nell'obbligo di rispondere cittadini, rendere conto proprio operato. Quindi le tre fondamentali qualità per svolgere la politica sono sicuramente la passione, senso responsabilità, lungimiranza (ovvero calcolare le conseguenze dell'azione)
La responsabilità e la cura del mondo comune deve rispondere del bene comune salvaguardalo e preservarlo, come prevede l'ordinamento costituzionale che si esprime
a vantaggio interesse pubblico, diritti, giustizia sociale e di genere
La responsabilità nei confronti dei generi, a tutt'oggi, appare parziale per il mantenimento di una cultura del ruolo femminile "ruolo nato e conservato come predestinazione subordinata, sottomessa"che prescinde dal riconoscimento della pluralità umana.

"La non discriminazione ha a che fare con tutte le persone e tutti gli individui. Le politiche di parità e di non discriminazione sono alla base delle nostre democrazie e della nostra società ed insegnano il rispetto delle persone. Tutti noi siamo chiamati a moltiplicare gli sforzi per la libertà, la convivenza pacifica e il rispetto reciproco" ha sostenuto Elena Cementerio (Presidente Equality and Non Discrimination Committee presso il Consiglio d'Europa) sottolineando quanto, l'equilibrio di genere in ogni ambito della società, la vera parità, il rispetto dei diritti e la lotta alle discriminazioni siano temi fondamentali che richiedono un lavoro costante ed un impegno trasversale, da parte non solo della politica ma anche della società civile.
E' necessario mettere in atto una strategia equilibrata, bilanciata fra economia, istituzioni, società. In particolare è dovere istituzionale mettere in atto politiche per affermare il riconoscimento dei diritti donna-uomo. La partecipazione delle donne alla politica deve avere un approccio olistico, non individuale, intendendo che una politica di pari opportunità si deve svolgere in tutti i settori dello spazio pubblico, economia e lavoro, come fanno gli Stati Generali delle Donne. Anche le misure legislative, per essere concrete al loro svolgimento, non devono essere separate ma considerate tutte insieme per superare ostacoli e non creare ulteriori recinti.

Sulla necessità di una lettura olistica degli interventi da attuare in ottica di genere, Laura Moschini, (Università degli Studi di Roma, membro del Consiglio Scientifico del GIO), ha precisato che una democrazia per essere compiuta non può prescindere dal promuovere azioni complete per la cittadinanza femminile . Anche per quanto riguarda la legislazione è necessario trovare linee guida, mettere in atto una volontà politica verso il benessere dell' intera popolazione e non solo di una parte di essa. Solo attraverso un ingresso massiccio delle donne nelle istituzioni amministrative e politiche e nei luoghi decisionali si potrà determinare un vero cambiamento nelle politiche pubbliche rendendole più vicine ai bisogni reali e alle necessità del quotidiano non solo delle donne, ma di tutte le persone che ruotano intorno a loro.

L'on. Veronica Tentori ha affermato quanto sia importante semplificare le norme legislative che devono essere flessibili e leggere per individuare i punti con chiarezza,trasparenza e trasmettere fiducia . Un'economia della condivisione, che non provochi rischi di distorsione delle opportunità, potrà generare valore aggiunto, più offerta, più opportunità per tutti.

Nelle grandi città è necessario avviare politiche d'innovazione, sempre più vicine ai bisogni dei cittadini di ogni età e genere. Flavia Marzano, assessora alla Roma Semplice, si occupa da tempo di rendere più semplice, inclusiva e innovativa la città favorendo la partecipazione e la cittadinanza attiva.
E dalle amministratrici viene la volontà di agire in modo innovativo rispetto al passato e, come ha affermato anche Rossella Dimaggio, assessora ai Servizi educativi/Pari opportunità di Varese, le politiche di genere devono essere integrate in un progetto più ampio in cui è necessario potenziare i servizi, rendendoli più funzionali e flessibili.

Si è parlato di valorizzazione di buone pratiche e dello sviluppo rurale, Barbara Lori; di Amatrice e del dramma vissuto con il terremoto dalle imprenditrici attraverso le loro testimonianze; dell'incremento della presenza femminile nelle grandi aziende, come è avvenuto all'ANAS, di cui ha parlato Francesca Moraci, del Cda Anas, docente Università degli Studi Mediterranea Reggio Calabria ma anche di felicità, di religioni, di progetti in itinere.
Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, amministratrici del territorio, imprenditrici e professioniste hanno dato un contributo corposo e fattivo al proseguimento dei lavori pomeridiani.

Infine, non poteva mancare, un'attenzione marcata per arrivare ad una politica attiva e non solo di denuncia contro la violenza alle donne; per le quali gli Stati Generali porranno una panchina rossa su tutto il territorio in memoria di quelle donne che sono state vittime di femminicidio. Perché, dice Tina Magenta, nel descrivere le modalità e le finalità del progetto "La panchina rossa deve disturbare, ricordare che esistono gli orfani di madri uccise, e' una linea di sangue, un fiume in piena che deve far pensare a chi si sente protetto tra le sue quattro mura, che c'è chi si occupa anche di quello che fa lui".

I lavori si sono conclusi con i ringraziamenti e i saluti di Isa Maggi, coordinatrice degli Stati Generali delle Donne, forza promotrice di idee e concretezza, che ha dichiarato: " Abbiamo alzato la qualità. Adesso con determinazione diventeremo, con i territori e con il supporto del comitato scientifico, un laboratorio di sperimentazione per l'Europa che verrà.
Completiamo con i contributi di oggi il Patto per le donne e speriamo nella lungimiranza del nostro governo. L'appuntamento della plenaria degli Stati generali delle donne è il 25 marzo 2017 a Roma per i 60 anni dell'Europa".

Durante tutta la durata del Convegno, energia e speranza l'hanno fatta da padrone.
Instancabili, le partecipanti si sono alternate con interventi di grande spessore, di testimonianze toccanti che è impossibile sintetizzare nell'impossibilità di dare voce a tutte e al loro straordinario impegno.

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di m.a. per il Portale delle Donne

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