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Dialogo con Concetta Fusco

Vice Presidente Nazionale MOICA


La sorellanza, cosa ne pensi e come l'hai vissuta?

Ho sessantacinque anni ed ho vissuto il Femminismo e tutto il mondo della lotta di affermazione femminile. È stato un momento utile e indispensabile per la donna. Sono figlia unica e poi ho creato una famiglia di maschi in cui ero di conseguenza in minoranza. Capisci che la sorellanza è stata una necessità!

Che rapporto hai instaurato con i figli maschi?

Ho cercato di dare loro delle regole e sono soddisfatta per come sono cresciuti. Hanno molto rispetto per le figure femminili e se magari per piccole cose a volte hanno atteggiamenti "da maschi", quando si tratta di situazioni serie, di rispetto per la donna, di violenza, allora diventano intransigenti e si schierano a favore della donna.

Tornando alla sorellanza...

E' stata un'esigenza, ma anche una lotta comune per uscire da quel indottrinamento maschilista a cui tutte abbiamo attinto dal punto di
vista dell'educazione. Quando sono entrata nel MOICA c'era una parte della società che riteneva le casalinghe donne che non facevano nulla, tutto è iniziato a cambiare quando sono entrata oltre trent'anni fa nell'associazione. Ho dato tanti anni della mia vita ma ho ricevuto tantissimo. L'associazione mi ha consentito di sviluppare, soprattutto a Roma dove vivo, una serie di conoscenze con cui mi riunivo: eravamo sorelle senza saperlo. Anche se non mancavano i piccoli conflitti come accade nelle migliori famiglie.

E poi?

La sorellanza ad un certo punto si è interrotta perché si è perso l'obiettivo.

Ossia?

Secondo me ci siamo fatte inebriare dal consumismo: tutto, dai vestiti alle idee, doveva seguire un certo percorso, ci siamo omologate. Credo sia
ora il momento di riparlare davvero di sorellanza. Le giovani non sanno cosa abbiamo fatto per loro, si è interrotta la catena: questo è il momento per ricongiungere il passato col presente e andare verso un futuro di consapevolezza.

Vi siete un po' distratte per le contingenze, forse?

Sì, abbiamo dimenticato la politica, non quella dei partiti, ma la politica al femminile che oggi abbiamo un po' ripreso. E qui torna la sorellanza che è stata la valvola di sicurezza di molte donne e di molte famiglie che hanno compreso il valore dello stare insieme, a mio avviso è un valore ssoluto.

Sono le donne a condurre il gioco, a fornire modelli alla famiglia, cosa ne pensi?

Sono d'accordo, sono le donne a fare la società, ne sono convinta.

Secondo te la famigerata parità potrà essere davvero raggiunta? Intendo una parità reale non un accontentarsi, una parità nel senso proprio del
termine.

Dico sempre che donne e uomini sono persone complementari, sono diversi, dobbiamo essere diversi. Ma facciamo un esempio. Se sono un
ingegnere, mio marito anche e mio figlio pure: perché io devo prendere uno stipendio inferiore? Quindi in questo caso pretendo la parità, ma per altre situazioni considero il passo femminile sempre più avanti rispetto a quello degli uomini. Non voglio fare un discorso di parte, noi donne non siamo più brave ma sappiamo muoverci meglio nel mondo. Abbiamo più pazienza. La pazienza è una dote costituzionale, la donna è potenzialmente madre e per natura deve accudire la prole... la pazienza è indispensabile.
Quello che mi piacerebbe è che le donne si sentissero più libere, le trovo poco istintive rispetto agli uomini.

Mi è piaciuta la tua dichiarazione iniziale sulla tua età anagrafica, combatto da anni perché le donne smettano di nascondere quanti anni
hanno. Alle donne non si chiede l'età, ma perché?

È una grande sciocchezza! Sono fiera degli anni che ho e di tutto quello che sono riuscita realizzare e costruire, e non è solo famiglia ma è sopratutto famiglia. Da lì mi sono arrivate grandi soddisfazioni. Ora ho una nipotina, Greta, di quattro anni e mezzo che mi dà grandi lezioni di vita, è una nativa digitale e mi insegna con quello stile musicale che hanno i bambini...

Concludiamo con una frase, un messaggio che lanceresti alle donne che ci leggono.

Credo che le donne siano in grado di fare tutto ma dovrebbero crederci di più. Donna, Tu puoi, ecco il messaggio. Credo sia questo da
trasmettere alle giovani generazioni.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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