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Carcere alla mamma che nega le visite nonostante i contrasti fra l'ex e la figlia

Il genitore non può mai farsi giustizia da sé ma deve chiedere l'intervento dei servizi sociali oppure provvedimenti sospensivi - Sentenza, 27 Novembre 2016

Rischia una condanna penale la mamma che non rispetta il diritto di visita nonostante i contrasti e i disagi del figlio con l'ex partner. È infatti necessario sollecitare prontamente i servizi sociali oppure presentare istanza per ottenere i provvedimenti sospensivi.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 50072 del 25 novembre 2016, ha confermato la condanna a tre mesi di reclusione a carico di una donna che per ben tre volte aveva negato all'ex compagno di vedere la figlioletta.

La sesta penale ha dunque confermato integralmente il verdetto di colpevolezza emesso dalla Corte d'Appello di Trento disattendendo tutti i motivi presentati dalla difesa.

Sul punto il Collegio di legittimità ha motivato che non colgono nel segno le censure versate dalla difesa nell'ultimo motivo, in quanto la ricorrente omette di confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata, che ha addebitato all'imputata un comportamento dolosamente omissivo, avendo attivato l'assistente sociale soltanto a termine oramai scaduto e per far constatare uno stato di agitazione oramai insanabile.

Identiche valutazioni devono farsi per la censura riguardante la mancata richiesta di provvedimenti sospensivi: secondo la sentenza impugnata non si trattava di un problema contingente (del sabato sera in pieno agosto, come assume la ricorrente), bensì di una situazione già riscontrata a giugno.

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