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In Egitto la laurea non garantisce un lavoro alle donne, anzi..

La settimana scorsa è stato organizzata una tavola rotonda sulla reale situazione delle donne che hanno conseguito un titolo universitario che conferma la discriminazione nei confronti di quante hanno una laurea, di Zenab Ataalla

Il Cairo. La percentuale delle egiziane laureate senza lavoro è cinque volte più alta degli uomini. A rivelarlo è la recente indagine sulla disparità di genere nell'accesso all'istruzione superiore ed universitaria nel Paese condotta dall'ufficio territoriale dell'organizzazione Population Council, ente non governativo con sede negli Usa e uffici in tutto il mondo, tra cui quello de Il Cairo.

Nella giornata di martedì scorso (22 novembre, ndr) alla presenza di rappresentanti del governo e delle università egiziane, giovani ragazzi e ragazze hanno preso parte alla tavola rotonda sul tema dell'occupazione giovanile in Egitto. Partendo dal fatto che ancora sia presente una forte disparità nell'accesso vero e proprio al mondo del lavoro, è stato messo in evidenza come in Egitto la disoccupazione ha il volto delle donne e non degli uomini.
Seguendo i dati pubblicati della ricerca solo il 10% delle donne laureate viene assunto nel settore privato e pubblico. E se il problema riguarda la disparità di genere nelle grandi città, le cose peggiorano nei centri urbani più piccoli e circostanti.
Le donne che hanno finito il ciclo universitario di studi che provengono dalle aree rurali del Paese hanno il 17% in meno di probabilità di essere impiegate rispetto agli uomini provenienti dalle stesse zone.
Nella tavola rotonda è stato messo in evidenza come il problema non dipenda solo da un sistema stagnante che mal applica ed elabora nuove forme di accesso al mercato del lavoro, ma come gran parte della responsabilità sia da attribuire all'elemento culturale presente nel Paese che non facilità l'accesso delle egiziane al mondo del lavoro.

Per tale ragione da anni il Population Council è impegnato nell'apertura di uffici locali nei quali lavorano persone di entrambi i sessi che conoscono il contesto sociale ed economico nel quale vivono così da realizzare una banca dati delle professioni richieste in quel determinato territorio proprio per non disperdere capacità e competenze esistenti in loco, rispecchiando il reale volto della società egiziana nel suo complesso.
Si è richiamata soprattutto l'attenzione sul facilitare l'accesso delle donne alle facoltà scientifiche, tra cui ingegneria, matematica ed informatica che come è stato messo in evicenza hanno tassi di occupazione più spendibili rispetto alle facoltà umanistiche non solo in Egitto, ma in tutto il mondo.
Ed in questo rientra a pieno titolo la necessità di un cambiamento di rotta del sentire sociale che vuole ancora oggi una grande percentuale delle giovani egiziane iscritte a Lettere, Lingue ed Educazione perchè considerate più adatte alle donne.
Per Julia Bunting, presidente del Population Council, è quindi importante chiedersi se alle giovani egiziane viene data la possibilità di credere che un giorno possano diventare anche astronaute o scienziate. Perché solo così facendo "sarà possibile dare un bagaglio fatto di conoscenze e competenze generali che permetterà loro di diventare membri produttivi della società, qualsiasi lavoro sceglieranno in futuro".

Nella foto Julia Bunting, foto di David Alexander da fpvoices.tumblr.com

da NoiDonne

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