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A quali rischi va incontro il genitore che non versa l'assegno di mantenimento?

Risposta: il genitore che non paga regolarmente l'assegno di mantenimento in favore dei figli può incorrere in una responsabilità penale: multa o reclusione (in alcuni casi senza condizionale) a seconda dell'inadempimento e della sua durata.

È del tutto irrilevante che l'altro genitore sia benestante.
I casi più frequenti: la disoccupazione o il fallimento del genitore non lo esonerano dall'assistenza morale e materiale della prole, condizioni, quindi, che non scriminano il reato sancito dall'articolo 570 del codice penale.
Neppure l'accollo del mutuo o regali sporadici sollevano l'obbligato dalle sue responsabilità e dalla possibile condanna.
Ma non è tutto: neppure mettere a diposizione di ex e figli la casa familiare salva dalla condanna.

L'eccezione: con il versamento parziale o l'autoriduzione dell'assegno in favore dei figli la condanna penale può essere dribblata. In questi casi, infatti, gli aventi diritto devono dimostrare di versare in stato di bisogno. Va in sostanza esclusa ogni automatica equiparazione dell'inadempimento dell'obbligo stabilito dal giudice civile alla violazione della legge penale.

La strategia difensiva: usare come grimaldello lo stato di disoccupazione del genitore obbligato, la perdita del lavoro, per esempio, il licenziamento o ancora la crisi finanziaria non serve a smontare l'impianto accusatorio che, nella maggior parte dei casi, nel processo, resta inalterato.
Si può giungere a una assoluzione soltanto in caso di versamenti più bassi o comunque parziali e sempre dimostrando l'assenza dello stato di bisogno degli aventi diritto.

Commette reato il padre che non versa l'assegno per pagare il mutuo. Incorre in una condanna per violazione degli obblighi di assistenza familiare il coniuge obbligato che non versa l'assegno fissato in sede di divorzio in favore dei figli. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 51625 del 2 dicembre 2016, ha confermato e reso definitiva la condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Trento a un papà, un avvocato, reo di non aver versato il mantenimento in favore dei due figli piccoli.

In poche parole, ad avviso degli Ermellini, l'aver contratto un debito a scapito dei minori non può fungere da scriminante.

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