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Per colpa di un tacco

Ricordo ancora quel giorno quando, un colpo secco, e mi si ruppe un tacco proprio mentre stavo per salire sull'autobus; se non fosse stato per un signore che con fredda prontezza seppe prendermi al volo prima che rovinassi a terra o peggio ancora sotto le ruote. Non so come sarebbe andata a finire senza il suo provvidenziale intervento, non voglio pensarci, però la sua gentile prontezza non si fermò lì, si offerse di accompagnarmi con la sua auto, evidentemente non doveva anch'egli salire sull'autobus, ma era lì per un puro fortunato caso. D'altronde dove sarei potuta andare senza un tacco? Fu questo che mi disse, così accettai il suo gentile invito e salii in auto con lui. Non era per niente male, anzi direi che era proprio un bel tipo, non gli mancava niente, neanche una bell'auto sportiva. Chissà chi era, cosa faceva, e tanti altri chissà mi passarono ratti nella mente. Le risposte non si fecero attendere.

- Permetta che mi presenti, Luca Luciani
- Laura Belli, piacere
- Dove vuole che l'accompagni?
- Preferirei che mi accompagnasse a casa, così conciata non me la sento di andare in giro
- Se è solo per questo posso accompagnarla nel mio negozio qui vicino che, guarda caso è di abbigliamento e accessori femminili. Sarei molto lieto che accettasse il mio invito

Non mi costò nulla accettare e poco dopo mi trovai seduta su una comoda poltroncina del suo elegante negozio. Fu egli stesso ad occuparsi di me, fece portare alcune scatole di scarpe simili a quelle che calzavo e me ne fece provare diverse paia. Ogni volta sentivo le sue mani accarezzare le mie caviglie e scendere giù fino ai talloni che con sapiente maestria faceva sì che dolcemente entrassero nella scarpa. Ci sapeva fare davvero pensai. Non saprei per quale arcano motivo non riuscivo a trovare un paio che mi soddisfasse, so solo che ogni volta provavo un grande piacere e lui se ne accorse.
Alla fine, dopo diverse prove, mi decisi per il primo paio che mi aveva mostrato. Non volle assolutamente che le pagassi: omaggio della ditta disse, forse voleva farsi una nuova cliente o forse ancora, ipotesi più probabile, aveva altri progetti meno economici e più immediati. Che mi volesse portare a letto?


Mnemosine di Max Bonfanti

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