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Collocazione prevalente presso il padre se è lì che il minore riceve più attenzioni

Bocciato il ricorso della madre: decisiva l'audizione del figlio che indica figure affettive di riferimento nella famiglia dell'uomo. Pesa la Ctu che esclude la sindrome di alienazione parentale

È l'interesse del minore che deve essere maggiormente tutelato: quindi, se dopo l'audizione il bambino esprime il desiderio di stare prevalentemente presso il padre perché riceve più attenzioni, la sua volontà va assecondata. È quanto sancito dalla prima sezione civile della Cassazione con la sentenza 2770/17, 2 febbraio 2017.

Gli "ermellini" bocciano il ricorso di una madre contraria alle statuizioni del tribunale che, in sede di separazione, aveva disposto l'affido condiviso del figlio, con collocazione prevalente presso il padre e un assegno di mantenimento per il minore a carico della donna. Secondo il giudice di appello, la collocazione del minore prevalente presso il padre rispondeva all'interesse del bambino e il contributo a carico della madre (da 200 a 100 euro) era congruo, tenuto conto della permanenza del figlio presso ciascun genitore.

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