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La tata perfetta


Facevano la fila per poterla avere al loro servizio come tata, era la baby-sitter più ricercata di tutta la Milano bene, con lei i bambini, soprattutto quelli più piccoli, stavano buoni e non facevano capricci.
Le sue referenze erano ottime così decisi anch'io di mettermi in fila per assicurare la sua presenza in casa mia dove un neonato di pochi mesi rendeva le notti insonni sia a me che a mio marito. Un inaspettato colpo di fortuna fece sì che dopo poco tempo una mia carissima amica dovette trasferirsi all'estero per motivi di lavoro del marito e convinse la "grande" tata a venire da me.

Questa signora di circa una cinquantina d'anni aveva un'aria molto professionale, aveva lavorato come infermiera per molti anni in una famosa casa di cura della città ed aveva prestato servizio, sempre come tata, nelle blasonate famiglie meneghine riportando sempre ottime referenze. Nulla di meglio avrei potuto pretendere per il mio amatissimo frugoletto. Felice per essere riuscita ad averla in breve tempo questa donna riuscì a trasformare le nostre giornate insonni in un paradiso. Il bimbo aveva smesso di piangere e dormiva come un angioletto, capisco il motivo per cui tutte le mamme disperate la volevano, qualunque cifra avesse chiesto gliela avrebbero data.

Tutto procedette regolarmente per qualche tempo finché un giorno decisi di scoprire in cosa consistesse il tocco magico della tanto abile tata. Scoprendolo avrei potuto anch'io usarlo quando lei non c'era, pensai. Non fu facile, ma la mia caparbietà fu premiata e un giorno che il mio bimbo iniziò a piangere, di nascosto la seguii e vidi che, guardinga, somministrava alcune gocce di qualcosa al piccolo.
Subito intervenni le chiedendole cosa gli stesse dando e di fronte al suo diniego le strappai dalle mani il flaconcino che stringeva. Si trattava di Valium. Subito si giustificò dicendo che lo usava solo qualche volta e che poche gocce non gli avrebbero certo fatto male.
Non la denunciai, ma da quel giorno decisi di non assumere più tate, anche a costo di non dormire la notte.


Mnemosine di Max Bonfanti ©Riproduzione riservata

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