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Anche l'uomo non può essere licenziato appena sposato perché ha diritto a creare una famiglia

Non si applica solo alle donne il divieto di recesso in concomitanza con il matrimonio: la legge non combatte le sole discriminazioni di genere. Venuto meno l'outsourcing il datore deve ricollocare il dipendente - Ordinanza, 26/02/2017

Pari opportunità al maschile.
Il divieto di licenziamento in concomitanza col matrimonio non si applica soltanto alla lavoratrice ma anche al lavoratore: l'articolo 35 del decreto legislativo 198/06, infatti, non punisce con la nullità soltanto il recesso datoriale caratterizzato da discriminazioni di genere ma anche il provvedimento espulsivo adottato in violazione del diritto a formarsi una famiglia.

E ciò benché la lettera della legge parli di "licenziamento della dipendente": si tratta infatti di una "lacuna della disciplina da colmare in via interpretativa". E se all'azienda viene meno il contratto di outsourcing il datore resta tenuto a ricollocare il dipendente. È quanto emerge da un'ordinanza pubblicata dalla sezione lavoro del tribunale di Vicenza.

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