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Un divario lungo 170 anni

Non solo lo sciopero, alcuni Paesi hanno adottato iniziative proprie per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne


L'8 marzo tutto il mondo ha festeggiato la Giornata Internazionale della Donna con conferenze, incontri, raduni, mostre, festival. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1975, questa giornata viene celebrata oggi più che mai con attenzione, cura e dovizia.

Secondo l'Unicef, un'adolescente su sette è una sposa bambina e le stime indicano che più di un terzo delle donne sarà il bersaglio di violenza sessuale o fisica propria vita. Inoltre, le donne costituiscono quasi due terzi dei circa 781 milioni di analfabeti di età superiore ai 15 anni.

Allo stesso tempo, un report delle Nazioni Unite sulle donne, riferisce che in tutto il mondo, in generale, le donne guadagnano il 24 per cento in meno degli uomini. Alcuni progetti del Forum Economico Mondiale affermano che ai tassi attuali di progresso, ci vorranno 170 anni per colmare il divario. E 170 anni è un periodo troppo lungo per recuperare il ritardo.

Per rendere evidente il contributo silenzioso delle donne alla vita di una nazione, da alcuni anni, è maturata - prima in America Latina, per poi diffondersi anche in Europa, a partire dalla Polonia - la proposta di assentarsi per un giorno da ogni lavoro o servizio. Quest'anno, in alcuni paesi, si è sviluppata ulteriormente dando vita ad un vero e proprio sciopero di protesta.

Ma nella giornata di ieri, sono state comunque molte le iniziative per celebrare le donne pensando a loro più da vicino, con gesti più semplici, più o meno silenziosi, ma in grado di far accelerare il gap che ancora segna una differenza di genere.

A Melbourne, ad esempio, sono state installate dieci icone femminili nei segnali stradali posti in prossimità degli attraversamenti pedonali, nel tentativo di combattere pregiudizi inconsci e stereotipi tra i cittadini. Mentre in Italia le donne avevano la possibilità di entrare gratis in tutti musei del Paese, i siti culturali e le mostre che celebrano il mondo femminile.

In Cina, le donne hanno diritto, per legge, a mezza giornata libera proprio per questa ricorrenza mentre a Tokio, nonostante i recenti tentativi del primo ministro Shinzo Abe per dare maggiore rilievo alla presenza delle donne sul lavoro, il sessismo radicato causa ancora sfruttamento.

In India si è svolta una marcia organizzata da One Billion Rising, e sostenuta da oltre 30 gruppi femministi indiani. Nata nel 2012 in seguito allo stupro di gruppo e all'omicidio di Jyoti Singh, una studentessa di medicina nel 2012, l'organizzazione ha ottenuto grandi conquiste nel Paese nel tentativo di reprimere la cultura della violenza contro le donne e aiutare le vittime a trovare giustizia.

L'Islanda, invece, ha annunciato che diventerà il primo paese al mondo in cui le aziende offrono parità di retribuzione, indipendentemente da sessualità, etnicità e nazionalità. Il governo, infatti, prevede di introdurre una retribuzione standard, che permetterà ai datori di lavoro con più di 25 dipendenti di assicurare una retribuzione di pari valore tra uomo e donna che svolgano una stessa mansione. In questo modo il Paese spera di eliminare il divario retributivo di genere entro il 2022.

Nel centro di Giacarta, in Indonesia, ieri si è svolta una marcia verso il palazzo presidenziale, mentre sabato scorso, un'altra marcia ha visto centinaia di donne vestite con abiti macchiati di sangue con l'obiettivo di denunciare gli abusi sessuali e gli episodi di volenza di genere.

In Libano, attivisti per i diritti delle donne hanno programmato per sabato una marcia dalla storica piazza Sassine di Beirut per protestare contro la legge sulla cittadinanza patrilineare che vieta alle madri libanesi di trasmettere la cittadinanza ai loro figli se si sposano in un paese straniero e contro la mancanza di rappresentanza politica per le donne nel parlamento libanese. Nel Regno Unito, invece, il comitato delle pari opportunità ha realizzato un video per incoraggiare l'ingresso delle donne in politica.

Il tema per la Giornata Internazionale della Donna 2017, diffuso in tutto il mondo dalle Nazioni Unite è #BeBoldForChange e intende incoraggiare le persone a farsi avanti tutti i giorni per contribuire al raggiungimento dell'uguaglianza di genere. Si tratta di un messaggio attivo che vuole entrare in risonanza con i milioni di donne, ragazze e uomini, opponendosi ad una politica che divide.

Perchè ogni giorno dovrebbe essere un passo in più per colmare un divario lungo 170 anni.

di Sonia Berti

Pubblicato su COMBOnifem magazine

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