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Occhio al peso


Quando vado a trascorrere le vacanze o i lunghi ponti al mare abito in un appartamentino che prendo in affitto per tutto l'anno, sono ormai più di dieci anni che vado sempre lì e mi trovo bene sia col padrone di casa che con tutto il resto. Ci sono vari negozi per fare la spesa ed anche diversi supermercati e per la frutta e verdura mi servo presso un ortolano che ha merce buona e prezzi altrettanto, il rapporto qualità prezzo è il migliore. Fin qui parrebbe che tutto fili liscio finché un giorno tornando a casa dopo aver fatto la spesa dal fruttivendolo mi sembra che il chilo di pomodori appena acquistato non sia un chilo e che l'uva sia anch'essa meno di quanto pagato. Peso il tutto con una precisa bilancia ad orologio ereditata da una mia anziana parente che gestiva una erboristeria e mi accorgo che i pomodori erano ottocentocinquanta grammi e l'uva poco meno di nove etti.

Hai capito sto impunito? Ho così controllato il peso della spesa anche altre volte e immancabilmente mancava dal dieci al venti per cento. Sulle prime ci rimasi molto male perché avevo fiducia in quel negoziante ma poi dovetti ammettere anche a me stessa che costui era un grande
imbroglione e se imbrogliava me senza dubbio imbrogliava tutti. Non sapendo cosa fosse meglio fare sospesi ogni tipo di azione, ma poi, visto che aveva due bilance e una delle quali emetteva scontrino con peso e prezzo cominciai ad esigere che pesasse sempre la merce sulla suddetta bilancia. Naturalmente informai della cosa tutte i miei conoscenti che facevano la spesa da lui suggerendo anche a loro di farsi pesare la merce sulla bilancia che emetteva lo scontrino con peso e prezzo. Non so se capì di essere stato smascherato, ma anche quelle rare volte che mi pesava qualcosa sull'altra bilancia, il peso era giusto.


Mnemosine di Max Bonfanti©Riproduzione riservata

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