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Riconoscere la bellezza: meglio le emozioni che gli stereotipi

David Hume, Illustre filosofo del settecento inglese che ispirò anche Freud, sosteneva che i gusti sono diversi e molteplici anche tra quegli uomini che fin da piccoli sono stati educati sotto lo stesso governo ed imbevuti degli stessi stereotipi.

Ancor di più chi gira il mondo ed allarga le proprie conoscenze può rendersi conto della varietà dei gusti personali. Mentre definiamo barbaro chi ha gusti troppo diversi dai nostri, continua Hume, non ci rendiamo conto di voler definire una regola del gusto. Allora mi chiedo e vi chiedo se sia possibile stabilire una regola del gusto? Facciamo l'esempio della bellezza che è una chance in più per farsi strada nel mondo. Chi è bello viene maggiormente ascoltato, attrae di più l'attenzione soprattutto dei media, pensiamo a quanti giovani usano la bellezza per trovare un posto in TV.

La bellezza è però qualcosa di più della pura apparenza, è un'emozione che ci assale quando osserviamo una persona, la natura o un oggetto, ma non è detto che colpisca tutti con la stessa intensità: ciò che piace a me non è detto che piaccia te. È meraviglioso essere diversi nell'apprezzare qualsiasi cosa ci circondi, ognuno può esprimere ciò sente o non sente, ciò che ama o che disprezza. Perché inserire la rigidità di una regola anche in questo aspetto del reale?

Il gusto è forse una delle poche libertà rimaste da salvaguardare e solo impedendo che ci impongano una regola universale noi possiamo salvare la bellezza delle emozioni.


Maria Giovanna Farina, tutti i diritti riservati

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