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Non ha diritto al risarcimento l'uomo "incastrato" da una gravidanza indesiderata

Rapporto sessuale imparagonabile a un contratto: lui avrebbe dovuto prendere precauzioni per evitare rischi di concepimento - Sentenza, 7 maggio 2017

Attenzione a rapporti sessuali non protetti: infatti non ha diritto a essere risarcito per la gravidanza indesiderata l'uomo che non ha preso precauzioni sentendosi rassicurato dalla dichiarazione di lei di non essere fertile in quel momento. Al più può configurarsi il reato di violenza privata se sussiste una minaccia.
Sono queste le conclusioni cui è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza 10906 del 5 maggio 2017, ha respinto il ricorso di un neo papà che chiedeva di essere risarcito dall'allora fidanzata per la gravidanza indesiderata.

In particolare la donna aveva dichiarato di non essere fertile quel giorno perché l'ultimo del ciclo mestruale. Un vero e proprio raggiro della partner che voleva un figlio a tutti i costi. Ma l'inganno non è stato sufficiente a lui per incassare un risarcimento. In primo luogo, dice la Corte, il ricorrente avrebbe dovuto escludere ogni pericolo prendendo comunque delle precauzioni. In secondo luogo il rapporto sessuale non è affatto paragonabile a un contratto.

Al più ora lui potrebbe denunciarla per violenza privata e ottenere una condanna in sede penale e semprechè vi sia stata una minaccia.

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