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Quando il corpo dice no


Una ventenne, Paola, nome di fantasia, mi ha parlato della sua fastidiosa esofagite, da lei definita patologia. Mi ha raccontato per lettera a più riprese la sua difficile convivenza in famiglia dove non si sente capita, ma calpestata nei suoi diritti e soprattutto non va affatto d'accordo con sua sorella. Inoltre non è libera di vivere secondo i suoi principi, troppo diversi dai famigliari carnivori che non accettano la sua scelta vegana. Le ho risposto analizzando le parole che ha utilizzato tenendo conto della sua alimentazione disordinata.

"Cara Paola, riflettevo sul fatto che definisci la tua esofagite col termine patologia, non che sia errato, ma dà l'impressione di una certa rassegnazione ad essere malati e alla tua età è ancora più inaccettabile. Naturalmente non sottovaluto nella maniera più assoluta i fastidiosi disturbi di cui mi racconti, ma che preferisco definire sintomi, espressione di un malessere non solo fisico: il tuo corpo credo voglia esprimere un disagio proprio attraverso il reflusso. Sta soprattutto a te impedirgli di diventare patologia. Come? Lottando, ora che la giovane età ti sostiene accompagnata da intelligenza e capacità di riflessione, per difendere i tuoi spazi ed il tuo diritto a vivere la tua vita. Quanto al nutrirsi, non vorrei apparire troppo rigida, ma la regolarità prima di tutto: rimanere a digiuno per mezza giornata come mi scrivi è un errore madornale, qualsiasi stomaco non ringrazierebbe. È logico non aver appetito a pranzo se si continua a mangiucchiare per tutta la mattina, quindi, fatta eccezione per le feste comandate quando sei a tavola con la famiglia, dividi le assunzioni di cibo per cinque: colazione, pranzo, merenda e cena. Il quinto pasto è una salutare mela, o una ancor più salutare banana, a metà mattina. Per migliorare i tuoi sintomi, oltre ad una condotta alimentare sana e le eventuali medicine, non ti resta che concentrare la tua mente su altri pensieri affinché non si realizzi un continuo e pericoloso feed-bach negativo: il gatto che si morde la coda. Ossia: mi innervosisco - mi viene il riflusso- la cosa mi innervosisce- mi aumenta il riflusso".

Questa lettera risale a qualche tempo fa, ora Paola vive serena la sua esistenza e soprattutto ha seguito le sue inclinazioni che l'hanno condotta a realizzarsi professionalmente.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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