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Una esperienza memorabile


Quello che sto per raccontare è un fatto accadutomi molti anni fa quando avevo solo ventitré anni e non ero ancora abbastanza scafata per capire quello che stava per accadermi. Mi sono decisa a
raccontarlo perché spero che possa aiutare ad aprire un po' gli occhi a tante ragazze sprovvedute come lo ero io.
Lo conobbi quel giorno che Giulia insistette tanto perché l'accompagnassi in palestra, aveva due inviti ed aveva pensato di sfruttarli con me. Ricordo che come fummo in palestra ci venne incontro un istruttore molto gentile e simpatico. Fa il suo mestiere pensai, ma dopo pochi minuti mi accorsi che il suo interesse per me era più che evidente e andava ben oltre l'etica professionale ed anche la mia amica se ne'accorse dicendomi sottovoce "abbiamo fatto colpo, eh!" feci finta di niente, ma devo ammettere che non mi dispiaceva affatto. Il coupon valeva per una settimana e fu così che ci andai tre volte, tante bastarono perché iniziai ad uscire con Franco, il mio istruttore. Si dimostrava gentile e premuroso, mi ricopriva di piccoli doni e attenzioni, tanto che gli dissi che non era il
caso, ma lui niente. Dopo poco iniziò a frequentare casa mia ed era simpatico anche ai miei genitori, solo mio padre a volte si dimostrava un po' sospettoso nei suoi confronti, forse perché aveva trentacinque anni ed io solo ventitre.
Parlando, mi disse che era stato sposato ma ora era divorziato; niente di male pensai, in fondo sono cose che succedono. Dopo un po' di tempo venne fuori un'altra novità: il divorzio non l'aveva ancora ottenuto, viveva in casa con la moglie e c'era anche un bambino che però mi assicurò non essere suo. Tutti questi indizi erano più che sufficienti per troncare la relazione, ma lo vedevo così sincero ed innamorato che non me la sentii. A dire il vero una volta mia madre mi disse di scambiare quattro chiacchiere con sua moglie ma lo ritenni oltraggioso nei confronti di Franco e non la volli ascoltare e continuammo a vederci. Andammo in vacanza insieme più volte, una volta in montagna per una settimana bianca ed un'altra, d'estate alle Maldive: tutto era da favola.
Il tempo passò e lui iniziò a parlare di matrimonio e di figli dicendo che potevamo guadagnare tempo e poi il divorzio sarebbe arrivato di lì a poco. Ricordo che iniziammo a vivere insieme per alcuni giorni della settimana nella casa che i miei genitori mi avevano precedentemente donato. Ristrutturammo l'appartamento anche se forse non era necessario e comprammo dei mobili nuovi
ed iniziammo ad arredarla come fanno due novelli sposi. Arrivammo anche a fissare una data per il matrimonio. Faccio notare che voleva sempre pagare lui e non mirava assolutamente a speculare sulla situazione. Un giorno, dopo quasi due anni che lo frequentavo, ricevetti una telefonata che ritenni, stupidamente, un fulmine a ciel sereno. L'ho ancora impressa nella mente, diceva testualmente:
" Cara Anna, penso che sia arrivato il momento di fare chiarezza nella tua storia con Franco,
parliamone…" e mi dettava l'indirizzo di dove andare. Era la moglie di Franco che mi invitava a fare quattro chiacchiere. Sulle prime ebbi molte resistenze a recarmi da lei, non sapevo quali reazioni avrei trovato ed avevo anche un po'di paura, ma poi mi feci coraggio e decisi di andarci, forse
neppure io ero così sicura della sincerità di Franco.
Sua moglie fu molto gentile e comprensiva e quello che mi raccontò lo riassumo brevemente: non erano neppure separati legalmente, i figli erano due, suoi, ed io non ero la prima sprovveduta che ci cascava, aveva anche avuto un figlio fuori dal matrimonio. Franco aveva grossi problemi esistenziali, agiva in buona fede ed era in cura presso un centro di igiene mentale. Inutile dire come finì
la storia; ora sono felicemente sposata da oltre dieci anni e ho una meravigliosa bimba di otto e quando penso al rischio che ho corso mi vengono ancora i brividi. Un suggerimento che mi sento di dare a tutte le ragazze è quello di non temere mai di essere indiscrete con il proprio partner, ma di
osare pure e di mettere sempre le cose bene in chiaro, soprattutto quando c'è qualche dubbio, per non finire poi in situazioni come quella capitata a me.

Mnemosine di Max Bonfanti ©Riproduzione riservata

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