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Un fiocco fuori programma


Oggi sono felice, sono pochi i giorni in cui puoi veramente dire di essere felice e oggi è uno di quelli. Dopo una gravidanza complicata oggi mia figlia Chiara ha partorito un bellissimo bambino: sano e pesa quattro chili. La sua è stata una gravidanza problematica fin dall'inizio poiché è rimasta incinta per "un incidente di percorso", non l'avevano cercato quel bambino e fu più volte sul punto di abortire, prima per volontà e dopo per
motivi strettamente legati ad una gravidanza difficile.
Il padre, un bel ragazzo che a dire la verità non mi era mai piaciuto, non perché fosse un cattivo ragazzo, tutt'altro, di buona famiglia, laureato insieme a Chiara, si erano conosciuti all'università all'inizio degli studi, e cosa che non dispiace mai, benestante, ma erano le sue idee che mi spaventavano: diciamo che aveva la testa un po' per aria e frequentazioni che non mi piacevano, ma forse erano solo mie idee, idee di mamma apprensiva.
Dopo pochi mesi, quando mia figlia decise di tenere il bambino, si lasciarono per incompatibilità di vedute; da una parte mi dispiacque un poco perché mia figlia era ed è tuttora molto innamorata, ma poi ho egoisticamente pensato che fosse stato meglio così. Tornando al bimbo che
Chiara decise di chiamare Adelmo, sì proprio come quel cantante col cilindro in testa, dicevo che fino all'ultimo non sapevamo come sarebbe andata perché si trattava di una gravidanza a rischio e dovettero anche praticare un taglio cesareo quindi, quando alla fine tutto prese una piega positiva, la gioia fu grande, immensa.
Ora siamo tutti contenti in famiglia, i medici ci hanno assicurato che il piccolo è sanissimo, la mamma sta bene per cui non so
proprio cosa potremmo desiderare di più dalla vita. A volte si hanno paure che potrebbero anche sembrare immotivate o eccessive ma io credo che solo trovandosi in certe situazioni si può veramente capire cosa si prova. Ma la cosa che ci ha positivamente sorpreso è stata che in clinica c'era anche il padre di Adelmo con i suoi genitori, sembrava un'altra persona, era pentito per essere stato la causa della rottura e piangendo come un bambino ci ha assicurato di amare Chiara e guardandola negli occhi le ha detto: "Mi vuoi sposare?" Chiara non gli ha risposto, ma ha sfoderato un sorriso che valeva più di un sì. Come si suol dire: "Tutto è bene ciò che finisce bene."


Mnemosine di Max Bonfanti
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