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Auguri Helga! Ne avrai bisogno...

L'ultima volta che lo vidi fu circa un paio di anni fa al matrimonio di Helga, una bella ragazza tedesca che aveva conosciuto durante un viaggio di lavoro a Francoforte. Era andato lì per conto della ditta per la quale lavorava, ricordo che si fermò per un mese, doveva imparare a far funzionare ed eventualmente riparare alcune macchine tessili acquistate appunto dalla sua ditta. Durante la sua permanenza in Germania ci telefonavamo tutti i giorni, mi teneva aggiornata sui progressi che giorno dopo giorno faceva, stava imparando a conoscere ogni segreto di quelle macchine e una volta tornato in Italia avrebbe avuto oltre ad un aumento di stipendio anche un nuovo e più interessante trattamento all'interno dell'organico. Ricordo che ero molto fiera di lui, ci conoscevamo da più di cinque anni e questo avanzamento di grado avrebbe avvicinato, se non determinato, il giorno delle nostre nozze.
Durante i nostri colloqui telefonici mi parlava un po' di tutto, compreso di come si trovasse bene in Germania, tanto bene che non sentiva assolutamente la mancanza del suo Paese, tranne la mia naturalmente, diceva che il mese sarebbe passato in fretta e che presto avremmo potuto riabbracciarci. Così fu. Puntualmente dopo un mese andai a riceverlo all'aeroporto e finalmente potemmo riabbracciarci. Tutto sembrava tornato come prima che partisse tranne il fatto che non parlasse più di matrimonio fino al giorno che mi annunciò che presto si sarebbe sposato con Helga, una ragazza che fino a quel momento non avevo mai sentito neppure nominare! Io mi chiedo come possa un uomo essere tanto gretto e meschino e se vogliamo da un certo punto di vista anche abile, da riuscire a non far trapelare niente di una relazione clandestina così ben concertata. Ebbe pure il coraggio di invitarmi al suo matrimonio ed io ci andai, ma solo per rovinarglielo! In seguito seppi che il grande idillio era svanito e si erano lasciati non so bene per colpa di chi, io comunque ringraziai il cielo di essermi probabilmente evitata una delusione ancora più dura da superare.

Mnemosine di Max Bonfanti ©Riproduzione riservata

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